Un dato di fatto è certo: il prossimo Presidente della Giunta Regionale pugliese si troverà una gatta da pelare non da poco fin dai primi giorni della sua consiliatura: il rischio è quello di una procedura forzosa di rientro del Piano Sanitario a fronte di un buco, sommando i deficit delle Asl pugliesi, di oltre 350 milioni di euro.
Tagli che non sono arrivati, investimenti milionari per costruire nuovi ospedali inaugurati e non completati ed un enorme voragine debitoria che rischia, per molti anni, di capitalizzare il bilancio della Regione Puglia, o di costringere il Governo a nuove scuri per abbattere il debito.
La soluzione più probabile è, invece, un aumento delle tasse per tutti i pugliesi, in primis dell’Irpef e quindi di tutte le accise regionali per consentire alla Regione di fare cassa e rimpinguare le esanimi finanze delle Asl regionali.
Un buco peraltro riapertosi clamorosamente in questi ultimi tre anni dopo la enorme fatica fatta in un recente passato per rientrare dei debiti sanitari accumulati.
“In Puglia la sanità è ormai al collasso. Dopo vent’anni di governo del centrosinistra, la Giunta Emiliano lascia in eredità ai pugliesi un buco da 350 milioni di euro. Risorse che potevano essere investite per migliorare ospedali, pronto soccorso e servizi ai cittadini, e che invece oggi vengono sottratte con un solo risultato: aumentare le tasse ai pugliesi”. E’ il primo commento del capogruppo della Lega in consiglio regionale, Giacomo Conserva.
“Non lo diciamo per spirito di polemica: lo certificano i numeri e lo confermano ogni giorno i cittadini che si rivolgono a noi raccontando la loro esperienza. Liste d’attesa infinite, reparti chiusi, personale insufficiente, pronto soccorso al collasso: ecco la vera fotografia della sanità pugliese”. Conserva spiega che “chi governa la Regione da vent’anni non ha mai avuto un piano, né una visione. Si è preferito inseguire equilibri politici e clientele invece di fare programmazione sanitaria. Il risultato? Una sanità sempre più privatizzata: chi può permetterselo paga di tasca propria per curarsi, chi non può è costretto a rinunciare alle cure. E intanto cresce la mobilità passiva, con migliaia di pugliesi che vanno a curarsi fuori regione, alimentando un’altra voragine nei conti pubblici”.
Il consigliere aggiunge: “Il messaggio è chiaro: il centrosinistra non solo ha fallito, ma ora lascia in eredità ai cittadini un fardello pesantissimo. Per colmare il buco si prospetta l’aumento dell’Irpef regionale, un colpo ulteriore alle famiglie e alle imprese già in difficoltà”. Per Conserva “è inaccettabile che siano i pugliesi a pagare il prezzo degli errori di chi ha governato fino a oggi. Come opposizione continueremo a denunciare senza sconti questo disastro e a batterci perché la sanità torni a essere un diritto universale e non un lusso per pochi”. Conclude: “La Puglia merita serietà, competenza e responsabilità. Noi siamo pronti a restituire ai cittadini una Regione che sappia programmare, investire e garantire cure vere, non solo tasse e disservizi”











