Botta e risposta fra il governo italiano e la Commissione europea, sulla questione dell’aumento temporaneo della quota d’importazione nell’Ue dell’olio d’oliva tunisino, deciso nel settembre scorso come misura Ue di sostegno alla Tunisia dopo gli attacchi terroristici subiti dal Paese.
“Chiedo alla Commissione di rivedere la decisione sull’aumento di 35mila tonnellate dell’importazione in Europa di olio d’oliva dalla Tunisia. Le modalità con cui si sta affrontando la questione non ci convincono e il rischio che questa scelta diventi persino strutturale non può essere da noi avallata”, ha scritto il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina.
“Peraltro – continuava il ministro nella nota – risultano evidenti anche le forti perplessità sull’effettivo impatto di questa misura nel paese nordafricano”. Secondo Martina, “occorrerebbe invece lavorare di più per accordi di cooperazione focalizzati sulla promozione di soluzioni innovative per sostenere le produzioni agricole e alimentari nei paesi del mediterraneo. Ci sono buoni esempi come il partenariato per la ricerca (progetto Prima) che ci indicano concretamente – concludeva la nota del ministro – strade alternative a scelte come quelle intraprese con l’aumento dell’importazione di olio d’oliva”.
“Ciò che la Commissione ha fatto – ha spiegato il portavoce per Agricoltura e Commercio Daniel Rosario – è rispondere a un bisogno di un nostro partner molto importante, la Tunisia, che sta fronteggiando problemi molto acuti a livello economico dopo gli attacchi terroristici alla sua industria del turismo”.
Poi l’Europa, per bocca del suo portavoce, minimizza l’impatto che questo aumento delle importazioni potrà avere sul settore.
“Secondo tutte le nostre valutazioni e anche quelle dello stesso mercato europeo dell’olio d’oliva – ha concluso Rosario – questo aumento limitato non avrà un impatto negativo sul settore a livello Ue”.
L’aumento di 35.000 tonnellate si aggiungerà al contingente tariffario senza dazio annuale di 57.000 tonnellate già accordato permanentemente alla Tunisia per l’importazione di olio d’oliva in tutto il mercato Ue.
Ma le reazioni dall’Italia non mancano. A parlare è il senatore pugliese di Forza Italia, Michele Boccardi. “La Commissione Ue minimizza le ripercussioni economiche che avrà per i nostri agricoltori e i nostri produttori l’ingresso nel mercato europeo di ulteriori 35mila litri all’anno, per due anni, di olio tunisino a dazio zero. In Europa sulla tutela del made in Italy dobbiamo stare tutti dalla stessa parte, senza distinzioni di partito. Ha fatto bene il ministro Martina a chiedere alla Commissione di rivedere questa decisione, cercando di rimediare all’errore di qualche giorno fa commesso da alcuni europarlamentari del Pd che invece avevano votato a favore dell’olio tunisino”.
“Il comportamento del Governo e del Pd, sulla misura che autorizza l’ingresso di olio tunisino in Europa, non solo è contraddittorio ma risulta penalizzante nei confronti del made in Italy”.
Lo afferma la deputata pugliese Elvira Savino, capogruppo di Forza Italia in Commissione Politiche della Ue alla Camera. “Appena tre settimane fa – ricorda Savino – con il voto favorevole degli eurodeputati del Pd, la commissione Commercio internazionale dell’Europarlamento approvava la commercializzazione nei nostri territori di ulteriori 35mila litri all’anno, per due anni, di olio tunisino a dazio zero. Oggi il ministro dell’Agricoltura Martina, che è del Pd, ha chiesto, pare senza successo, che la Commissione europea riveda tale decisione. Cioè, prima il Pd dà il via libera all’invasione dell’olio tunisino e qualche giorno dopo chiede di rivedere questa decisione? Questo balletto non fa che aumentare la preoccupazione dei nostri agricoltori e produttori di olio, a cominciare da quelli di una regione a vocazione agricola come la Puglia, che oltre alla crisi sono costretti a fare i conti anche con una politica nazionale ed europea che invece di aiutarli li penalizza”.











