Lo stabilimento siderurgico di Taranto vive un momento di svolta: Acciaierie d’Italia, infatti, ha annunciato che il prossimo 10 novembre sarà temporaneamente fermato l’altoforno 4, ultimo forno ancora operativo nel sito dell’ex ILVA, per consentire “manutenzioni programmate sull’impianto”. L’operazione, resa nota da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, rappresenta un passaggio cruciale per il complesso industriale e per il futuro dell’attività produttiva nell’area jonica.
Manutenzione o stop produttivo? L’azienda parla di “fermata temporanea”
Nella comunicazione ufficiale, AdI sottolinea che la fermata dell’altoforno 4 avverrà “in conformità a quanto previsto dalle autorizzazioni e disposizioni vigenti” e che tutti i sistemi di processo e monitoraggio ambientale resteranno attivi durante la fermata e il successivo riavvio. Nonostante queste rassicurazioni, l’annuncio ha acceso preoccupazioni su tempi, impatti occupazionali e futuro industriale dello stabilimento.
Il contesto: altoforno 2 e gli impianti in crisi
La decisione arriva in un contesto già fortemente compromesso: nei mesi precedenti l’altoforno 2 era stato segnalato dai commissari AdI come “in condizioni critiche” e lo stabilimento era destinato a produrre con un solo forno fino al 2026.
In passato l’altoforno 2 era stato anche oggetto di sequestro da parte della magistratura. Questa situazione rafforza l’interpretazione che lo spegnimento dell’altoforno 4 non sia mera ordinaria manutenzione ma possa segnare una fase di riduzione strutturale della produzione.
Le reazioni politiche: l’attacco del M5S
L’episodio è diventato oggetto di accese polemiche politiche: l’onorevole Mario Turco (M5S) ha dichiarato che lo spegnimento dell’ultimo altoforno rappresenti “la prova del disastro industriale e politico” del governo, denunciando oltre due miliardi di euro di denaro pubblico “bruciati senza risultati”, bandi falliti e migliaia di lavoratori lasciati senza futuro.
La sospensione dell’altoforno 4 solleva interrogativi cruciali: qual è il piano industriale per Taranto? Come saranno tutelati i lavoratori diretti e dell’indotto? Nel frattempo, il territorio attende chiarezza su tempi e modalità operative di questo “stop tecnico” che potrebbe tradursi in una svolta irreversibile per il polo siderurgico.











