HomeCronacaNon è la mafia ad uccidere: è l'oblio

Non è la mafia ad uccidere: è l’oblio

Anche quest’anno il 21 marzo “Libera” celebra (nel 2016 è la ventunesima edizione) la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, perché in un giorno di risveglio della natura (inizia oggi, infatti, la primavera) si possa rinnovare anche una primavera della verità e della giustizia sociale. Dal 1996, ogni anno in una città diversa, viene letto un elenco di circa novecento nomi di vittime innocenti. Ci sono vedove, figli senza padri, madri e fratelli. Ci sono i parenti delle vittime conosciute, quelle il cui nome richiama subito un’emozione forte. E ci sono i familiari delle vittime il cui nome dice poco o nulla. Per questo motivo è un dovere civile ricordarli tutti. Per ricordarci sempre che a quei nomi e alle loro famiglie dobbiamo la dignità dell’Italia intera.

Il momento clou quest’anno si avrà a Messina, ma sono previste manifestazioni in oltre 1000 città, e non soltanto in Italia.

“La Giornata della Memoria e dell’Impegno – spiegano i promotori in una nota – ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnova in nome di quelle vittime l’impegno nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione. Alle 11 verranno letti i nomi e cognomi delle vittime innocenti delle mafie, in contemporanea con gli altri luoghi dove si celebrerà la Giornata”.

“Vogliamo sottolineare – dichiara Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera – non solo simbolicamente che per contrastare le mafie e la corruzione occorre sì il grande impegno delleforze di polizia e di molti magistrati, ma prima ancora occorre diventare una comunità solidale e corresponsabile, che faccia del “noi” non solo una parola, ma un crocevia di bisogni, desideri e speranze”.

Sarà una giornata molto importante anche in Puglia, che ricorda e commemora le sue 63 vittime innocenti per mano mafiosa. [QUI TUTTI I NOMI].

A San Severo (Foggia) ci sarà un momento di incontro e riflessione. “Il 21 marzo sarà l’occasione – spiega l’assessore alle Politiche Giovanili e alla Pubblica Istruzione di San Severo, Simona Venditti – per creare ponti di memoria e luoghi di impegno, perché abbiamo bisogno di ponti che smuovano le coscienze e dell’impegno quotidiano di giovani, donne e uomini, per cambiare una mentalità, quella dell’illegalità, che siano essi stessi la forza del cambiamento e che, veicolando la speranza, diventino punti di riferimento soprattutto per le giovani generazioni”.

Testimonianza, impegno e consapevolezza saranno le parole chiave attorno a cui si svolgeranno due momenti diversi di incontro: il primo, la mattina nelle scuole, coinvolgendo gli studenti che saranno impegnati in una conferenza-dibattito; e il secondo di pomeriggio presso l’auditorium del teatro, momento quest’ultimo aperto alla cittadinanza.

La giornata proseguirà presso l’auditorium del Teatro Giuseppe Verdi di San Severo a partire dalle 18.30 con una conferenza dal titolo: “Storie che cambiano la storia” per riflettere insieme e raccontare storie quotidiane di impegno sociale e civile.

Santa Cesarea Terme, nella Sala Convegni dell’Albergo Palazzo, a partire dalle ore 9,00 l’Istituto Alberghiero “Aldo Moro” ha organizzato un evento sul tema “Costituzione, legalità e lotta alla mafia” che vedrà la presenza di illustri relatori come Cataldo Motta, Procuratore Capo della Repubblica di Lecce, Michele Carducci, Ordinario di Diritto Costituzionale Comparato dell’Università del Salento, il giornalista e scrittore Rosario Tornesello, la Dirigente del Liceo Leonardo Da Vinci di Maglie Annarita Corrado. Questi ultimi, in particolare, sono i curatori di un importante volume dal titolo “Carte Quarantotto”, edito da Cacucci, Bari, che affronta la tematica da svariati punti di vista e con l’apporto di primari attori della scena culturale nazionale come, oltre gli stessi relatori, Bertinotti, Bubbico, Cacciari, Cancellieri, Galimberti, Mantovano, Veneziani, Violante.

All’incontro, che sarà moderato dal Dirigente dell’Istituto Alberghiero Paolo Aprile, è prevista la partecipazione dell’Arch. Brizio Montinaro, fratello di Antonio, caposcorta del Giudice Giovanni Falcone, che con lui perì nella strage di Capaci.   

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