HomePoliticaSanità in Puglia, Liste d’Attesa infinite: la sfida "Impossibile" di Decaro

Sanità in Puglia, Liste d’Attesa infinite: la sfida “Impossibile” di Decaro

La sanità in Puglia si trova di fronte a un importante bivio. Non è, certamente, un segreto che l’accesso alle cure per i cittadini pugliesi sia diventato, soprattutto in questi ultimi anni, un percorso a ostacoli segnato da tempi tecnici estenuanti e una burocrazia che sembra impossibile da scardinare. Il neo-proclamato presidente della Regione, Antonio Decaro, ha deciso di giocare la sua prima carta politica proprio su questo terreno minato, varando un provvedimento d’urgenza per l’abbattimento delle liste d’attesa.

Ma basterà un piano sperimentale a risolvere un fallimento che appare ormai strutturale?

Il primo atto di Decaro: piano d’Emergenza per la Puglia

Come promesso durante la proclamazione, il governatore Decaro ha immediatamente riunito i vertici della sanità pugliese — tra cui il capo del dipartimento Salute Vito Montanaro e la direttrice di Aress Lucia Bisceglia — per definire una strategia d’urto.

L’obiettivo è ambizioso: entro il 1° febbraio prenderà il via un piano sperimentale basato su scadenze serrate. Le ASL avranno solo 15 giorni per presentare i propri progetti operativi, con un focus assoluto sulle prestazioni classificate come “Urgenti” (U) e “Brevi” (B), ovvero quelle dove il ritardo può fare la differenza tra la vita e la morte.

Nuove regole: Ambulatori aperti fino alle 23 e stop ai “furbetti”

Per tentare di smaltire l’enorme arretrato che paralizza gli ospedali pugliesi, il piano prevede misure drastiche che impatteranno sull’organizzazione del lavoro sanitario:

  • Orari Prolungati: Gli ambulatori specialistici e diagnostici potranno restare aperti nei fine settimana e durante la settimana fino alle ore 23:00.

  • Giro di vite sull’Intramoenia: Sarà avviato un monitoraggio rigoroso sulle attività libero-professionali svolte dai medici all’interno delle strutture pubbliche. Chi non rispetta l’equilibrio tra attività istituzionale e privata rischia sanzioni pesanti e la sospensione dell’attività intramuraria.

  • Monitoraggio dei Risultati: Le ASL avranno l’obbligo di rendicontare periodicamente l’effettivo avanzamento delle liste.

Il Nodo dell’Appropriatezza: quasi il 40% di esami inutili

Il vero “vulnus” del sistema sanitario pugliese, secondo i dati Aress, non è solo la mancanza di personale, ma l’inappropriatezza prescrittiva. Gli studi rivelano un dato davvero importante e scioccante: il 40% delle prescrizioni per TAC e Risonanze Magnetiche non è necessario.

Questo significa che quasi la metà degli esami che intasano i macchinari e allungano le attese per chi ne ha davvero bisogno, sono frutto di prescrizioni superflue. Certo, questo è un dato che cozza fortissimamente contro la “medicina difensiva” che si sta attuando sempre più spesso in questo ultimo periodo: ovvero un medico di base soprattutto per evitare cause legali e conseguenze di eventuali “errori” o “omissioni” prescrive esami su esami e prestazioni specialistiche che potrebbero ben essere evitate con visite più accurate ed approfondite e, soprattutto, con il dialogo ed il buon rapporto paziente-medico.

Il controllo dei cinque mesi

Per contrastare questo fenomeno, il provvedimento introduce un periodo di controllo sperimentale di cinque mesi: entro il 10 di ogni mese, verranno verificate le prescrizioni effettuate dai medici di base e dagli specialisti. L’obiettivo è educare il sistema a una maggiore responsabilità, evitando che l’eccesso di zelo o la medicina difensiva blocchino l’accesso alla salute.

Perché il problema in Puglia è strutturale?

Ma basteranno orari allargati e prestazioni erogate anche nel fine settimana per abbattere (la parola è forzata) le liste d’attesa in Puglia? Nonostante l’immediato attivismo della nuova giunta, la sensazione è che si stia cercando di svuotare l’oceano con un secchiello.

In fin dei conti le liste d’attesa in Puglia sono il risultato di anni di Carenza cronica di personale medico e infermieristico. Squilibrio territoriale tra le province, con pazienti costretti a migrare da Foggia a Lecce (o fuori regione) per una visita. Resistenze interne a un cambiamento dei turni e delle modalità di erogazione dei servizi.

Il piano Decaro è un segnale di forte discontinuità, ma la sfida per garantire il diritto alla salute in tempi dignitosi richiede riforme che vadano oltre la gestione delle emergenze, puntando a una ristrutturazione profonda della medicina territoriale.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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