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Puglia, lotta alla pesca selvaggia: la Finanza sequestra 3.000 ricci di mare a Bari

Il mare di Puglia non è solo una risorsa turistica, ma un ecosistema fragile che richiede una vigilanza costante. Prosegue senza sosta l’impegno del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari nel contrasto alla pesca illegale, con un focus particolare sulla protezione del riccio di mare, specie attualmente al centro di un ambizioso piano di ripopolamento regionale.

Febbraio: il mese della “corsa all’oro” illegale

Perché proprio adesso? Il mese di febbraio rappresenta un momento delicato: la maturazione degli esemplari rende il riccio di mare particolarmente appetibile per il mercato nero. Nonostante il blocco della pesca introdotto tre anni fa dalla Regione Puglia per evitare l’estinzione della specie, i “bracconieri del mare” continuano a sfidare i divieti, mettendo a rischio la biodiversità e la salute pubblica.

I militari della Stazione Navale di Bari hanno intensificato i pattugliamenti lungo i tratti costieri di competenza, monitorando h24 le insenature e i punti di sbarco più sensibili.

I numeri dell’operazione: sequestri e sanzioni

L’attività di contrasto condotta nelle ultime settimane ha portato a risultati concreti nella lotta alla pesca di frodo:

  • 8 interventi mirati lungo la costa barese;

  • Oltre 3.000 esemplari di riccio di mare sequestrati;

  • 16.000 euro di sanzioni amministrative elevate;

  • Reimmissione in mare: Tutti gli esemplari ancora in vita sono stati immediatamente restituiti al loro habitat naturale.

“L’impatto del prelievo illecito sull’ecosistema marino è devastante. Ogni riccio reimmesso in mare è un piccolo ma fondamentale passo verso il ripristino dell’equilibrio delle nostre acque.”

Un presidio costante per la legalità e l’ambiente

Il comparto aeronavale della Guardia di Finanza si conferma un pilastro fondamentale per la sicurezza territoriale. Operativi 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, i finanzieri di mare non si limitano alla repressione dei reati, ma svolgono un ruolo educativo e di deterrenza fondamentale.

Il contrasto alla “pesca selvaggia” non è solo una questione di rispetto delle regole amministrative, ma una battaglia per la tutela della biodiversità. La commercializzazione abusiva, infatti, elude spesso ogni controllo sanitario, rappresentando un potenziale pericolo per i consumatori finali che acquistano prodotti di dubbia provenienza.

Cosa rischia chi pesca ricci di mare in Puglia?

Attualmente, la normativa regionale prevede il divieto tassativo di prelievo per favorire il ripopolamento. Le sanzioni per chi viene sorpreso a pescare o commercializzare ricci illegalmente possono raggiungere cifre molto elevate, oltre al sequestro immediato di tutte le attrezzature e del pescato.

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Redazione
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