Il progetto della mobilità veloce (BRT) finisce nuovamente al centro di una tempesta politica nella città di Taranto. Al centro della contesa non c’è l’infrastruttura in sé, ma il prezzo ambientale che la città sta pagando: decine di alberi abbattuti, tra cui ulivi e lecci secolari, per far posto a corsie e pensiline.
Gli interventi, che hanno interessato aree nevralgiche come via Acton, via Millo, via Mediterraneo e Corso Italia, hanno sollevato un’ondata di indignazione tra i cittadini e le associazioni ambientaliste. Un malcontento che oggi trova voce in un atto d’accusa da parte di Francesco Battista, consigliere comunale ed esponente di Futuro Nazionale di Vannacci. Battista punta il dito contro l’incoerenza dell’amministrazione e il silenzio delle componenti “green” della maggioranza.
L’intervento integrale
«Taranto assiste con crescente indignazione all’ennesimo attacco al proprio patrimonio verde. In nome del progetto di trasporto rapido BRT, l’amministrazione comunale ha consentito l’abbattimento di decine di alberi in diverse aree della città: circa 80 piante solo tra via Acton e via Millo, inclusi ulivi il cui espianto è rigidamente regolato dalla legge.
Non si tratta di episodi isolati, ma di una strada pericolosa che rischia di lasciare Taranto più povera. È inaccettabile che si continui a sacrificare il patrimonio arboreo senza una visione sostenibile e senza coinvolgere la comunità. Gli alberi non sono ostacoli, ma infrastrutture naturali che mitigano il caldo e migliorano l’aria; eppure questa amministrazione sembra considerarli sacrificabili.
Le rassicurazioni dell’assessore Patronelli, secondo cui per ogni albero abbattuto ne verrebbero piantati due, non reggono: non è un semplice calcolo numerico. Un giovane alberello non può compensare immediatamente il valore ambientale e l’ombra di esemplari imponenti e storici. È un errore che abbiamo già visto in via Dante, dove sono stati abbattuti alberi secolari per una pista ciclabile pressoché inutilizzata.
Ci chiediamo se queste linee BRT cambieranno davvero la mobilità o se saranno l’ennesimo fallimento di questa amministrazione di centrosinistra. È paradossale che a intervenire sia un esponente di destra, mentre stona il silenzio assordante di chi, come gli esponenti di AVS e del PD, ha costruito carriere politiche proprio sulla tutela dell’ambiente. Non si possono scaricare le responsabilità sulle programmazioni passate quando il progetto è stato ampiamente sostenuto e pubblicizzato dagli attuali componenti della giunta.
Chiediamo con forza:
Massima trasparenza sulle autorizzazioni che hanno portato agli abbattimenti;
Un piano serio di compensazione e ripiantumazione, con tempi e luoghi certi;
Un confronto pubblico immediato sul futuro del verde urbano.
Difendere il verde significa difendere la salute e la bellezza di Taranto. La modernizzazione è fondamentale, ma non può essere fine a sé stessa e priva di risultati concreti.»











