HomePoliticaDai ComuniCarlantino a Roma contro la declassificazione dei Comuni montani

Carlantino a Roma contro la declassificazione dei Comuni montani

Mercoledì 29 aprile, alle ore 16, il sindaco di Carlantino Graziano Coscia sarà a Roma, nella sala stampa della Camera dei Deputati. Il primo cittadino di Carlantino interverrà a un evento organizzato da ALI, Lega delle Autonomie Locali Italiane, intitolato “Il danno della declassificazione dei Comuni montani, i sindaci al Parlamento: testimonianze e proposte”. La conferenza avrà come oggetto le conseguenze della legge Calderoli, la “legge sulla montagna” che definisce ‘montani’ soltanto i paesi con almeno l’80% della propria superficie sopra i 600 metri o con determinati dislivelli. Il comune di Carlantino e altri 14 centri del Foggiano sono stati esclusi dalla nuova classificazione e quindi, per la nuova legge, hanno perso il loro precedente status di comuni montani. Non potranno più accedere, dunque, a una serie di misure e finanziamenti previsti per tutelare, sostenere e rilanciare i comuni montani. Graziano Coscia e molti altri sindaci d’Italia porteranno in Parlamento testimonianze e proposte per perorare la causa dei comuni che rappresentano e chiedere che questi siano nuovamente classificati come “montani”.

IL RICORSO AL TAR. Nei giorni scorsi, il Comune di Carlantino, contro questa esclusione, ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la legge 131/2025. “Carlantino si trova nell’area dei Monti Dauni, che è considerata montana, pertanto questa esclusione è fortemente incoerente ed è penalizzante rispetto a comuni vicini con caratteristiche simili, che a differenza del nostro paese sono stati inclusi tra quelli montani”, ha dichiarato Coscia. “La declassificazione porterà meno risorse, meno servizi e maggiore emigrazione in un periodo storico in cui, grazie all’operato di questa amministrazione, stavamo favorendo il ritorno di molti concittadini andati via per esigenze lavorative. Non è solo una questione burocratica: essere fuori dall’elenco può incidere direttamente sull’economia locale e sulla qualità della vita, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di questo territorio”. Il comune di Carlantino è sostenuto in questa battaglia dal presidente del Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani, Virgilio Caivano. “È incredibile la vicenda di Carlantino, nel cui territorio insiste la seconda diga in terra battuta più grande d’Europa. Occhito disseta la Puglia, ma condanna il piccolo comune a uscire dallo status montano perché, secondo i criteri, sposta verso il basso il territorio. Chiediamo al Governo di rivedere i criteri”, ribadisce Caivano.

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Redazione
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