HomePoliticaEx Om, Tua Autoworks ridimensiona il progetto e taglia l'investimento in Calabria

Ex Om, Tua Autoworks ridimensiona il progetto e taglia l’investimento in Calabria

Si è tenuta ieri sera (21 aprile) a Roma, al Ministero per lo Sviluppo economico, la riunione su Lcv-Tua Autoworks Italia, azienda che ha presentato il proprio piano di acquisizione della Om Carrelli Elevatori di Bari, riunione alla quale ha partecipato anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

Un ambizioso progetto, siglato anche con l’aiuto degli enti locali (Regione Puglia e Regione Calabria) che dovrebbe portare, tra Bari e Gioia Tauro, alla creazione (o meglio alla riconversione) di circa un migliaio di posti di lavoro (200 a Modugno) per la costruzione di veicoli a basso impatto ambientale.

Ma intanto il tempo passa, le firme sui protocolli d’intesa restano inespresse ed irrealizzate e la cassa integrazione per gli operai ormai è prossima alla scadenza.

Un progetto che, però, è stato fortemente ridimensionato e, partito in pompa magna, rischia di sgonfiarsi come un palloncino chiuso male. A spiegarlo è Emiliano, presente a Roma all’incontro.

“La situazione è incresciosa perché l’azienda che doveva effettuare l’investimento sia in Puglia, a Bari e Modugno, sia in Calabria, a Gioia Tauro, ha ritenuto oggi di riformulare il suo progetto chiedendo di limitare la sua attività solo alla Puglia. Questa circostanza in parte ci consola, ma l’idea che un grande progetto costruito in anni di lavoro tra la regione Puglia e la regione Calabria possa essere così fortemente ridimensionato senza una giustificazione, ci ha molto addolorato. È evidente che una riformulazione così improvvisa del progetto, lo mette anche a rischio, e adesso la proposta dovrà essere attentamente esaminata da Invitalia e dal Ministero. Abbiamo comunque chiesto e ottenuto che si vada avanti velocemente”.

“Per il salvataggio di questa impresa ci battiamo da anni – ha proseguito Emiliano – Ricordo che era una fabbrica produttiva che dava onore alla città e all’Italia, poi acquisita da un concorrente al solo fine di guadagnare una fetta di mercato, per poi chiuderla. Non può finire qui.  Questa vicenda lunga, nella quale abbiamo lottato davanti ai cancelli, abbiamo provato a fermare il prelievo dei macchinari, va chiusa in maniera positiva. La nostra solidarietà nei confronti della Calabria è assoluta, perché patiamo sulla nostra pelle tutto questo. Non sappiamo quali siano le ragioni che abbiano spinto l’azienda a rimodulare la sua proposta.  Ma è evidente però che non possiamo ripartire da zero. Siamo disposti a tutto. Tra due mesi e mezzo finisce anche l’ultimo paracadute nei confronti dei lavoratori, che hanno già patito enormemente. Non c’è più tempo e non possiamo accettare slittamenti”.

Sottolinea e conferma invece l’impegno in Puglia il sindaco di Bari.

“I rappresentanti della TUA Autoworks presenti all’incontro – spiega Antonio Decaro – hanno formalizzato una modifica del progetto iniziale che prevede la delocalizzazione di una parte dell’attività produttiva, originariamente ipotizzata nel territorio della regione Calabria, e conferma la volontà di portare a compimento l’investimento sullo stabilimento di Modugno. Abbiamo chiesto alla vice ministra Bellanova di sollecitare la struttura di Invitalia affinchè proceda celermente nella fase di analisi della nuova documentazione che sarà consegnata entro il prossimo 27 aprile dall’azienda americana, in modo da garantire il rispetto dei tempi fissati. Siamo convinti che sia possibile concludere questa annosa vicenda, per il territorio dell’area metropolitana barese e per lavoratori dell’ex OM, entro il 19 maggio 2016, data in cui è stata convocata una nuova riunione istituzionale sulla vertenza presso il ministero.  Questo è un momento cruciale per la trattativa che ci auguriamo si risolva con la concretizzazione dell’investimento sul nostro territorio che conferma la sua capacità attrattiva. Infine, voglio ringraziare la vice ministra per la sua presenza oggi e per aver tracciato un percorso che ha date certe per la risoluzione della vertenza”.

Ma  intanto resta da definire una vicenda che si trascina da troppo tempo e che non può più essere procrastinata.

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Redazione
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