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Il 20 e 21 maggio 2026, Roma ospiterà la terza edizione degli Stati Generali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, un appuntamento ormai consolidato nel panorama istituzionale italiano dedicato alla regolamentazione del gioco pubblico.
La cornice è quella della Sala Angiolillo di Palazzo Wedekind, in piazza Colonna, nel cuore della capitale. Tre le sessioni tematiche in programma: Dogane, Accise e Giochi. È quest’ultima, prevista per il pomeriggio del 21 maggio a partire dalle ore 14, a concentrare l’attenzione degli operatori del settore e degli esperti di politiche pubbliche.
Il nodo centrale: legalità e tutela
Il titolo della sessione è già un programma: “Il bilanciamento delle regole del gioco legale come contrasto al gioco illegale e alla prevenzione del gioco minorile.” Una formula che racchiude uno dei dilemmi più complessi del settore: come rendere il mercato legale abbastanza attraente e accessibile da sottrarre spazio al sommerso, senza abbassare la guardia sulla tutela delle fasce più vulnerabili.
Non è una questione di poco conto. Secondo le stime circolanti nel settore, il mercato nero del gioco online in Italia vale tra i 18 e i 25 miliardi di euro annui, con mancate entrate erariali che potrebbero arrivare a circa 2 miliardi di euro. Cifre che danno la misura del problema e spiegano perché ADM stia puntando su un approccio integrato tra innovazione tecnologica e studi comportamentali avanzati.
Tre tavoli, tre fronti
La sessione si articolerà in tre tavoli di discussione. Il primo affronterà il tema della rete del gioco legale come argine al gioco illegale, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni pubbliche, del mondo accademico e degli operatori privati.
Il secondo sarà dedicato al gioco minorile, un fenomeno difficile da quantificare ma su cui l’Agenzia ha già annunciato un salto di qualità nei controlli, sia nei punti fisici sia online. La Puglia, tra l’altro, è tra le regioni con una delle reti di apparecchi da intrattenimento più estese d’Italia, il che rende la questione particolarmente vicina al territorio.
Il terzo tavolo entrerà nel merito del match fixing, ovvero la manipolazione dei risultati sportivi attraverso il condizionamento di giocatori, arbitri o altri soggetti influenti. Un fenomeno che si intreccia spesso con ambienti criminali organizzati e che trova nel settore delle scommesse sportive il suo terreno d’elezione.
Sul piano internazionale, il riferimento principale è la Convenzione di Macolin, che promuove la cooperazione tra autorità pubbliche e organizzazioni sportive per contrastare le manipolazioni. Al tavolo siederanno anche rappresentanti delle società di informazione sportiva e dei concessionari attivi nelle scommesse.
Il ruolo della tecnologia e il dibattito aperto
Uno degli aspetti più innovativi del confronto riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e del machine learning per la prevenzione del gioco patologico e per l’individuazione di comportamenti anomali nei flussi di scommesse. Diversi Paesi europei hanno già implementato questi strumenti con risultati incoraggianti, e l’ADM punta a farne un cardine del sistema italiano.
Il dibattito, però, non è chiuso. Tornerà sul tavolo la storica contrapposizione tra chi sostiene la necessità di limitazioni più severe e chi teme che misure troppo restrittive possano produrre l’effetto contrario, spingendo i giocatori verso circuiti illegali privi di qualsiasi tutela.
Rientra in questo ragionamento anche la questione delle promozioni offerte dagli operatori legali: meccanismi come i bonus di benvenuto o le offerte per cui invitando un amico puoi ricevere un bonus rappresentano strumenti di fidelizzazione che, se ben regolamentati, possono contribuire ad attrarre utenti verso il mercato legale e trasparente, riducendo l’appeal delle piattaforme illegali.
Un equilibrio difficile da trovare, ma urgente: la relazione del MEF trasmessa al Parlamento certifica che nel 2025 il comparto del gioco pubblico ha generato oltre 165 miliardi di raccolta e più di 11,4 miliardi di gettito erariale, a conferma che le scelte regolamentari hanno ricadute concrete sull’intera economia nazionale.
Gli Stati Generali ADM rappresentano uno dei pochi momenti in cui istituzioni, accademici e operatori si siedono allo stesso tavolo per cercare risposte condivise. Un confronto di cui c’è bisogno, e i cui esiti potrebbero influenzare le politiche di settore per gli anni a venire.











