I primi risultati dell’autopsia sul corpo di Bakari Sako, il giovane rimasto vittima del recente omicidio a Taranto, eseguita nella giornata di ieri, hanno confermato la presenza di profonde ferite da taglio e di molteplici traumi sul corpo. L’esame medico-legale, disposto dalla Procura per fare piena luce sulla dinamica del violento delitto, rappresenta un tassello fondamentale nelle indagini e convalida il quadro di estrema brutalità riscontrato dagli inquirenti fin dai primi rilievi sulla scena del crimine.
Oltre a stabilire con esattezza l’entità delle lesioni e la causa del decesso, il pubblico ministero ha inserito nel quesito perito un quesito cruciale per determinare le responsabilità penali: i medici legali dovranno infatti valutare se una richiesta di soccorso più tempestiva avrebbe potuto evitare il decesso. La Procura intende chiarire se i tempi di intervento abbiano inciso concretamente sull’evoluzione clinica della vittima o se le ferite inferte fossero già fatalmente letali.
L’intera comunità locale è rimasta profondamente scossa dall’accaduto, tanto che nel comune limitrofo di Pulsano è stato proclamato il lutto cittadino sotto il fermo slogan “no alla violenza“. Per onorare la memoria del giovane Bakari Sako, le istituzioni hanno promosso una cerimonia ufficiale presso i Giardini De Falconibus, che ha visto la partecipazione attiva degli studenti delle scuole del territorio e l’esposizione delle bandiere a mezz’asta in segno di profondo cordoglio e riflessione.
Mentre le indagini sull’omicidio a Taranto proseguono a ritmo serrato per delineare l’esatta cronologia dei fatti e individuare tutti i responsabili, la pressione sociale e mediatica resta altissima. I prossimi giorni saranno determinanti per il deposito della relazione autoptica completa, un documento che fornirà risposte definitive non solo sulle ultime ore di vita di Sako, ma anche sulle eventuali omissioni di soccorso da parte di chi era presente.











