Fumata bianca al Ministero del Lavoro per la vertenza Natuzzi, il colosso degli imbottiti con quartier generale a Santeramo in Colle. Azienda, sindacati, Regioni Puglia e Basilicata e istituzioni ministeriali hanno siglato un’intesa cruciale che introduce la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs) fino alla fine del 2026 per un massimo di 1.755 dipendenti dei siti produttivi murgiani e lucani. L’accordo, arrivato dopo una complessa trattativa, prevede un utilizzo medio della cassa al 62%, una percentuale decisamente più favorevole per i lavoratori rispetto all’80% inizialmente preteso dal gruppo industriale, che avrebbe ridotto drasticamente le ore lavorate e i salari.
La mediazione ha sbloccato anche un importante piano di incentivi all’esodo volontario, per il quale Natuzzi metterà a disposizione risorse fino a 6 milioni di euro. Il piano si rivolge a chi sceglierà di lasciare l’azienda entro il 31 dicembre 2026, con l’erogazione delle somme prevista tra gennaio e settembre 2027. Questo compromesso economico è il risultato del netto rifiuto, da parte di sindacati e istituzioni locali, delle precedenti e più rigide proposte aziendali, e ha permesso di strutturare uno scivolo d’uscita meno impattante per il bacino occupazionale della Murgia.
La posizione dei sindacati: Le sigle sindacali e le rappresentanze unitarie (Rsu e Rsa) considerano l’intesa un passo in avanti per la salvaguardia del reddito, ma avvertono che la partita per il futuro del distretto del salotto è tutt’altro che chiusa.
Per i sindacati, infatti, il dialogo dovrà proseguire serrato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per monitorare il reale piano di rilancio industriale. Questa prima intesa rappresenta a tutti gli effetti una “messa in sicurezza” temporanea, utile a garantire all’azienda la liquidità e il tempo necessari per affrontare nodi strategici vitali: dalla riorganizzazione interna al reshoring (il rientro delle produzioni dall’estero). Sul tavolo restano aperti i nodi sull’assetto societario e sulla governance, inclusa la valutazione dell’accesso alla composizione negoziata della crisi e il possibile ingresso dello Stato nel capitale sociale tramite Invitalia.











