Crisi Natuzzi, parte la composizione negoziata: produzione ridotta e tavolo per salvare il polo del mobile
Si apre una nuova fase per Natuzzi, una delle aziende simbolo dell’industria manifatturiera pugliese che sta attraversando una profonda crisi economica. Nel corso del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il gruppo ha annunciato l’avvio della procedura di composizione negoziata della crisi per la durata di dodici mesi, confermando al tempo stesso una profonda riorganizzazione industriale che interesserà gli stabilimenti del distretto del salotto tra Puglia e Basilicata.
Il piano prevede la prosecuzione delle attività produttive in soli due stabilimenti, mentre per il sito di Iesce 2 è stata annunciata la sospensione delle attività e per Graviscella e PS Santeramo un fermo temporaneo a partire dal secondo semestre del 2026. L’obiettivo dichiarato dall’azienda è il riequilibrio finanziario e il recupero della sostenibilità economica, attraverso una ristrutturazione che punta a ridisegnare il modello produttivo del gruppo.
La vicenda assume inevitabilmente una forte valenza politica per la Puglia e la Basilicata, territori che da oltre vent’anni convivono con le difficoltà del comparto del mobile imbottito. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha parlato della necessità di costruire rapidamente un’intesa tra azienda, sindacati e istituzioni, sottolineando come la crisi affondi le proprie radici in criticità strutturali che si trascinano da tempo. Il Governo ha già annunciato la volontà di accompagnare il percorso con un protocollo operativo da definire nelle prossime settimane.
Resta ora da capire quale sarà l’impatto occupazionale del piano e se il confronto istituzionale riuscirà a trasformare la procedura di crisi in un’opportunità di rilancio. Per il distretto del mobile dell’Alta Murgia, Natuzzi non rappresenta soltanto un marchio storico, ma un presidio industriale strategico il cui destino continua a intrecciarsi con quello dell’economia pugliese e delle migliaia di famiglie che da anni attendono una prospettiva stabile.











