Cento anni della nascita di Aldo Moro e l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Bari intitolata all’ex Presidente del Consiglio e leader della Democrazia Cristiana. A partecipare alla giornata barese in ricordo dello statista anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Il Capo dello Stato ha deposto una corona di fiori davanti al busto intitolato a Moro. ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978, che si trova nella piazza che porta il suo nome, davanti alla stazione ferroviaria centrale. Poco dopo Mattarella è arrivato all’università di Bari dove, accolto dal rettore, Felice Uricchio, ha visitato lo studio che veniva utilizzato da Moro quando insegnava filosofia del diritto nell’ateneo barese.
Il presidente ha, in seguito, raggiunto l’atrio centrale del palazzo ateneo dove si è tenuta la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico.
“La manifestazione di oggi non è soltanto un rituale fatto di rappresentazioni esteriori, ma un atti di amore e di riconoscenza nei confronti dello studioso a cui è intitolato il nostro Ateneo”, ha detto Uricchio.
“Aldo Moro – ha commentato Michele Emiliano – seppe collocarsi dalla parte giusta in tempi in cui molti, per suggestione o per convenienza, ritennero che fosse meglio assecondare questo disegno nel quale l’esaltazione delle masse aveva avuto il sopravvento sulla Ragione, sulla Pietà, sugli insegnamenti della Storia”.
“Non posso fare a meno di pensare che il riequilibrio nella evoluzione del giovane Aldo Moro sia dovuto a due pilastri della sua vita. Da un lato la formazione secondo i dettami dell’Umanesimo cristiano, dall’altro gli insegnamenti giuridici e filosofici ricevuti in questa Università da maestri del diritto che gli impedirono di cedere alla paura e al carrierismo. Senza per questo venir meno ai suoi doveri verso la Patria che servì in armi pur impegnata in una guerra ingiusta”.
Il presidente emerito della Corte costituzionale Franco Gallo e l’ex presidente della Camera, Luciano Violante, si sono soffermati su concetti basilari del pensiero di Moro: il valore dell’allargamento delle basi popolari dello Stato democratico e la necessità di lavorare ad un consolidamento permanente della democrazia attraverso l’equilibrio tra i diversi poteri e tra diritti e doveri, la partecipazione attiva dei cittadini, il rispetto della posizione opposta che necessariamente deve trovare una sintesi tra pluralismo e unità disinnescando il conflitto sterile e individualista.
“La straordinaria attualità del pensiero di Moro – ha commentato il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri – suggerisce e impone proprio alla politica, in questo momento storico così delicato, senza alcuna tentazione retorica, una riflessione profonda sull’insegnamento del grande statista democristiano. Riflessioni e azioni conseguenti che sappiano restituire alla politica stessa la credibilità perduta e all’Italia, in questi tempi così difficili, un progetto di rinascita, nel segno del rispetto dei valori fondanti la nostra Costituzione. Mi auguro che valori, contenuti, suggestioni, emozioni e auspici espressi oggi attraverso il pensiero e l’insegnamento di Aldo Moro possano essere proiettati in una prospettiva capace di garantire al Paese, attraverso la riforma costituzionale, alti livelli di democrazia”.











