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Ottimizzare la spesa, standardizzare i costi e azzerare i macroscopici sprechi di materiale medico. Sono queste le direttrici della complessa discussione avviata in Commissione Sanità della Regione Puglia, focalizzata sull’istituzione di un modello centralizzato per l’approvvigionamento di dispositivi medici, presìdi monouso e gas medicali. L’obiettivo politico ed economico è chiaro: trasformare la gestione degli acquisti della sanità Puglia per generare significative economie di scala.
La proposta: una Centrale Unica di Acquisto contro la frammentazione delle Asl
L’iniziativa parte da una dettagliata richiesta di audizione presentata dal consigliere regionale di Per la Puglia, Antonio Tutolo. Al centro dell’istanza vi è la necessità di fare chiarezza sull’autonomia di spesa delle singole Asl e Aziende ospedaliere pugliesi. Secondo il consigliere, la frammentazione delle procedure d’acquisto genera ingiustificate differenze di prezzo sul territorio per i medesimi prodotti, penalizzando il bilancio di quella che di fatto rappresenta la più grande “azienda” della regione.
A supporto di una proposta di legge già formalizzata per l’istituzione di una centrale unica di acquisto, Tutolo ha richiesto alle direzioni generali un prospetto analitico e storico (dall’aggiudicazione dell’ultimo appalto a oggi) contenente costi e specifiche tecniche dei materiali di largo consumo. Il presidente della Commissione, Felice Spaccavento, ha preso atto dei corposi fascicoli pervenuti, annunciando un rinvio dell’audizione per consentire ai commissari un esame tecnico e approfondito dei dati.
L’inquadramento dell’Assessore Pentassuglia: InnovaPuglia e il sistema MOSS
Sul tema della spesa sanitaria regionale è intervenuto l’assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia, il quale ha delineato l’attuale perimetro normativo e operativo della regione. In Puglia esiste già un soggetto aggregatore di riferimento, individuato in InnovaPuglia. Tuttavia, l’obbligo di centralizzazione per le Asl scatta esclusivamente per i beni e servizi inclusi nel Dpcm 11 luglio 2018.
Per i prodotti non inseriti nel decreto, le aziende sanitarie mantengono la facoltà di muoversi autonomamente. Pentassuglia ha chiarito lo scenario:
Prodotti inclusi nel Dpcm: i costi di approvvigionamento risultano perfettamente uniformi ed equi su tutto il territorio pugliese.
Prodotti esclusi dal Dpcm o in regime d’urgenza: le Asl procedono con gare autonome. Le differenze di prezzo riscontrate derivano spesso da fattori esogeni, come la necessità di coprire i fabbisogni nelle more del completamento delle gare regionali o l’evenienza di procedure centralizzate andate deserte.
L’assessore ha comunque rimarcato che, grazie al sistema MOSS (Sistema Informativo Amministrativo-Contabile Unico del Servizio Sanitario Regionale), la spesa quotidiana di ogni singola struttura e per ciascuna attività è costantemente monitorata e tracciata.
La svolta green: Centri Provinciali di Rigenerazione per i dispositivi medici
Oltre al controllo dei prezzi di listino, il dibattito ha toccato un tema etico ed economico cruciale: lo spreco di materiale sanitario, con particolare riferimento a farmaci, dispositivi e ausili che rimangono inutilizzati nelle case o nelle strutture a seguito del decesso del paziente fruitore.
L’assessore Pentassuglia ha proposto una soluzione innovativa all’avanguardia: dotare ogni provincia pugliese di un centro di rigenerazione e sanificazione, finalizzato al recupero e al riutilizzo sicuro di questi dispositivi medici in Puglia. Una misura di economia circolare applicata alla sanità che punta a diffondere una reale cultura del riuso, abbattendo drasticamente i costi di smaltimento e di riacquisto di materiali spesso intonsi.
Omogeneità e fungibilità: il futuro della sanità pugliese
La sfida politica, come ribadito in chiusura da Antonio Tutolo, consiste nell’andare oltre gli obblighi del Dpcm, spingendo la Puglia a imporre regole rigide di centralizzazione anche per i prodotti non vincolati. Per fare questo, sarà necessario accelerare i tempi di espletamento delle gare e stabilire principi rigorosi di fungibilità e omogeneità tecnico-funzionale delle strumentazioni. Questo approccio non solo garantirebbe la sostenibilità dei conti pubblici, ma tutelerebbe la qualità della vita dei pazienti, uniformando gli standard assistenziali da Foggia a Lecce.
L’assessore Pentassuglia ha espresso piena disponibilità a proseguire il confronto per integrare nella futura gestione degli acquisti le competenze e le esperienze di chi opera quotidianamente sul campo, unendo efficienza amministrativa e risposte immediate ai bisogni dei cittadini.











