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La seconda e intensa ondata di calore dell’estate 2026 sta portando l’Italia a temperature record, con picchi che sfiorano i 40°C in diverse aree del Paese. Secondo l’ultimo bollettino ufficiale emesso dal Ministero della Salute, sono ben diciassette le città capoluogo contrassegnate dal bollino rosso (Livello 3), il livello massimo di emergenza climatica che comporta rischi per la salute dell’intera popolazione e non solo per le fasce fragili. Tra i centri urbani più colpiti figurano grandi metropoli come Roma, Milano, Firenze, Bologna e Torino.
L’escalation termica a Bari: dall’arancione al bollino rosso
La situazione appare particolarmente critica nel Mezzogiorno. Emblematico è il caso di Bari, che fino a ieri era riuscita a rimanere in codice arancione, beneficiando di una parziale tenuta termica. Oggi, invece, il capoluogo pugliese ha subito una netta escalation, entrando ufficialmente nel gruppo delle 17 città da bollino rosso. Questo passaggio al Livello 3 indica che l’ondata di calore è ormai persistente e accompagnata da tassi di afa elevati che non concedono tregua nemmeno durante le ore notturne.
Il paradosso del meteo: la Protezione Civile lancia l’allerta temporali di calore
Mentre l’anticiclone nord-africano rende l’aria rovente, l’estremo accumulo di energia termica sta creando una forte instabilità atmosferica. Il Dipartimento della Protezione Civile ha infatti rilasciato il bollettino di allerta meteo-idrogeologica nazionale, valutando un’allerta gialla per rischio temporali e rischio idrogeologico su quattro regioni meridionali e insulari.
I fenomeni temporaleschi, definiti veri e propri “temporali di calore”, si svilupperanno rapidamente tra il pomeriggio e la sera, portando fulmini, grandinate e forti raffiche di vento su:
Sicilia e Calabria (dove è attiva anche l’allerta per rischio idrogeologico);
Basilicata e gran parte della Sardegna.
Le raccomandazioni delle autorità sanitarie
Il Ministero della Salute ha ricordato che per monitorare la situazione e ricevere assistenza è pienamente operativo il numero di pubblica utilità 1500, affiancato dall’applicazione mobile “Caldo e Salute” per monitorare i livelli di rischio locali. Le linee guida ufficiali raccomandano di non esporsi al sole tra le 11:00 e le 18:00, idratarsi costantemente e limitare l’uso di climatizzatori a temperature non inferiori ai 25°-27°C per evitare il collasso delle reti elettriche.











