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Non si ferma l’ondata di furti notturni ai danni degli sportelli automatici nella provincia di Bari. Un fenomeno criminale che nelle ultime settimane ha registrato un’accelerazione preoccupante, trasformando le ore più buie in una sequenza continua di esplosioni e inseguimenti.
L’ultimo grave episodio si è consumato nella notte a Altamura, sulla Murgia barese, dove un commando di malviventi ha preso di mira la filiale del Monte dei Paschi di Siena.
Il colpo di Altamura e la conta dei danni
L’assalto è avvenuto nel cuore della notte con una violenza tale da svegliare i residenti dell’intera zona. Il forte boato causato dalla deflagrazione ha letteralmente sventrato l’ingresso e i locali dell’istituto di credito, provocando ingenti danni strutturali. A differenza di altri colpi avvenuti di recente nella regione, questa volta l’azione della banda è andata a segno: i ladri sono riusciti a impossessarsi del denaro contante custodito all’interno del dispositivo ATM prima di svanire nel nulla.
Sul caso sono in corso i rilievi dei Carabinieri, impegnati nell’acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza per tracciare la via di fuga dei banditi.
Il bilancio dell’ultimo periodo: una scia di esplosioni nel Barese
Il raid di Altamura rappresenta solo la punta dell’iceberg di una vera e propria escalation criminale sul territorio provinciale. I dati dell’ultimo periodo delineano un quadro di evidente emergenza per la sicurezza locale: con quest’ultimo colpo, si contano infatti ben cinque assalti ai bancomat nel giro di appena quattro giorni nella sola provincia di Bari.
Soltanto poche ore prima i residenti di Modugno e Bitetto avevano vissuto una notte identica di paura. In quel doppio raid parallelo, i criminali avevano fatto saltare in aria lo sportello della Bcc di Bari e Taranto a Modugno e il Postamat dell’ufficio postale di Bitetto, muovendosi con estrema rapidità prima del tempestivo arrivo delle forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco.
Il “Modus Operandi”: la firma identica della banda della marmotta
Analizzando la dinamica degli ultimi colpi messi a segno nell’area barese, emerge un dettaglio inequivocabile: la firma dei malviventi è quasi sempre la stessa. La tecnica prediletta dai commando è quella comunemente denominata “tecnica della marmotta”.
Si tratta di un modus operandi collaudato ed estremamente pericoloso:
L’innesco: I criminali inseriscono una speciale leva di ferro a forma di “T” (la “marmotta”, appunto) imbottita di materiale esplosivo, solitamente polvere pirica o acetilene, direttamente nella fessura dell’erogatore delle banconote.
La detonazione: Tramite una miccia o un innesco elettronico a distanza, viene provocata l’esplosione controllata che disintegra lo chassis esterno dell’ATM, liberando l’accesso alla cassaforte interna.
La fuga coordinata: Il tutto avviene nello spazio di pochissimi minuti, affidandosi ad auto di grossa cilindrata pronte a scattare per seminare le pattuglie prima che scatti il blocco delle principali arterie stradali.
Questa modalità non solo garantisce rapidità d’azione, ma comporta un elevatissimo rischio per l’incolumità pubblica, visti i gravi cedimenti strutturali che le potenti onde d’urto causano alle facciate dei palazzi che ospitano le banche. Le prefetture e i comandi provinciali dell’Arma dei Carabinieri mantengono la massima allerta, intensificando i pattugliamenti notturni e i tavoli tecnici per arginare questa pesante ondata di microcriminalità organizzata.











