HomePoliticaLegge Mancino: giusto condannare le opinioni?

Legge Mancino: giusto condannare le opinioni?

La Legge 25 giugno 1993 n. 205, o più comunemente denominata “Legge Mancino”, per via del proponente Ministro dell’Interno Nicola Mancino negli anni ’50, estende la sua applicabilità introducendo il reato di negazionismo.

Il ddl approvato al Senato (Forza Italia non ha partecipato al voto, la Lega Nord si è astenuta) e che ora tornerà alla Camera, dispone la reclusione dai 2 ai 6 anni per chiunque neghi in toto o in parte la Shoah, genocidi, crimini contro l’umanità o crimini di guerra.

Con l’emendamento del senatore D’Ascola (Ncd) si toglie l’avverbio “pubblicamente”, rendendo più stringente le maglie d’applicazione.

L’intento originario di questa legge, oltre a sanzionare le discriminazioni razziali, etniche, religiose, ecc, voleva vietare la ricostituzione del partito fascista o comunque l’esaltazione delle sue gesta. Una norma che poteva avere un senso subito dopo il regime,  è divenuta una pericolosa sciabola collidente con l’Articolo 21 della Costituzione Italiana (la più bella del mondo, secondo chi poi però ne ignora alcuni aspetti), che tutela la libertà d’espressione e d’opinione.

Può essere un reato esprimere un’idea? Il punto cardine è questo. Anche un semplice “saluto romano” è passabile di procedimento penale. Questa impostazione normativa accompagnata dalla “Legge Scelba”, ha fatto sì che l’anno scorso a Milano 16 militanti di estrema destra fossero condannati ad un mese di prigione e 250 euro di multa. Apologia di fascismo e ben 16mila euro di risarcimento all’Anpi. Striscioni e saluti romani ai funerali di Sergio Ramelli (giovane di destra ucciso  negli anni ’70) non sono passati inosservati al Tribunale penale meneghino.

Senza dimenticare l’accordo nel luglio 2013 tra Partito Democratico e Scelta Civica, che tentò di estendere la norma ai reati di omofobia e transfobia, constatazione evidente di come possa divenire pericoloso tarpare le ali ai pensieri. E’ facile prendersi l’etichetta d’omofobo, anche quando solo si sostiene la famiglia naturale.

E’ la coscienza, lo studio, la morale comune che ci deve tenere lontani da manifestazioni erronee del pensiero, se una società le ritiene tali, e non la forza pubblica con la repressione. Il miglior alleato del censurato è la censura.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img