HomeMondo SportCalcioTerremoto SSC Bari: plusvalenze fittizie e conti in rosso. Ed ora che...

Terremoto SSC Bari: plusvalenze fittizie e conti in rosso. Ed ora che accadrà?

Un vero e proprio scossone giudiziario nella giornata di ieri ha travolto il calcio barese. Nella mattinata, infatti, i militari della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione a una serie di perquisizioni locali, domiciliari e societarie nelle sedi della SSC Bari, della SSC Napoli e della Filmauro Srl, la holding della famiglia De Laurentiis.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari, vede iscritti nel registro degli indagati, a vario titolo, il presidente della squadra partenopea Aurelio De Laurentiis e il figlio Luigi De Laurentiis, amministratore unico del club biancorosso. Le ipotesi di reato contestate sono pesantissime: false comunicazioni sociali (riferite in particolare al bilancio d’esercizio 2024 della SSC Bari) e bancarotta fraudolenta, a seguito della richiesta di liquidazione giudiziale per lo stato di insolvenza della società avanzata dalla stessa Procura.

Il cuore dell’inchiesta: il “caso” Caprile e i conti in rosso

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso approfondite consulenze tecniche iniziate nei primi mesi del 2026, la SSC Bari verserebbe in una condizione di perdita sistemica. Tra il 2019 e il 2025, il club avrebbe accumulato un passivo di circa 30 milioni di euro, palesando un rilevante deficit patrimoniale e una forte esposizione debitoria in assenza di un concreto piano di riequilibrio finanziario.

In questo quadro già precario, l’attenzione della Procura si è focalizzata su una specifica operazione di calciomercato: il trasferimento del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli, avvenuto nell’estate del 2023 per una cifra vicina ai 2,2 milioni di euro. Secondo l’ipotesi accusatoria, il club pugliese avrebbe ceduto il calciatore a una società correlata (il Napoli) senza inserire alcuna clausola di partecipazione ai futuri ricavi da rivendita. Una scelta ritenuta penalizzante per le casse del Bari, privato di una plusvalenza che avrebbe potuto mitigarne il dissesto e che è invece rimasta interamente in capo alla società campana.

Le perquisizioni della Guardia di Finanza hanno interessato anche le abitazioni e gli uffici di figure chiave (al momento non indagate) intervenute nell’affare: gli ex direttori sportivi Ciro Polito, Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso, e l’agente del calciatore, Graziano Battistini, al fine di acquisire la documentazione utile a ricostruire la reale natura economica dell’operazione.

La dura replica dei De Laurentiis: “Esterrefatti e basiti”

Non si è fatta attendere la risposta ufficiale dei vertici societari. Attraverso una nota congiunta diffusa nel pomeriggio, la famiglia De Laurentiis ha espresso totale dissenso nei confronti dell’azione intrapresa dalla magistratura barese:

“Siamo profondamente esterrefatti per quanto sta accadendo. Lascia basiti la richiesta di liquidazione giudiziale della SSC Bari, una società che è sempre stata assolutamente rispettosa dei propri impegni economici e finanziari. Siamo certi che presto verrà fatta piena luce su ogni aspetto e chiarito l’assoluto rispetto delle regole da parte del nostro operato.”

La difesa ha ribadito la regolarità della gestione e la solidità dei bilanci, annunciando battaglia nelle sedi competenti per dimostrare l’assenza di condotte illecite. La Procura, dal canto suo, ha precisato che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che vale, per tutti i soggetti coinvolti, il principio di presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.

SSC Bari, ed ora che succede?

L’inchiesta della Procura di Bari, che comunque è appena agli inizi e dagli esiti assolutamente impronosticabili, introduce una drammatica variabile nel futuro della SSC Bari, legandosi a doppio filo con un quadro sportivo già compromesso dalla retrocessione in Serie C, arrivata sul campo il 22 maggio 2026 nel playout contro il Sudtirol.

L’azione dei magistrati non è un fulmine a ciel sereno: gli atti svelano che i fari sui bilanci biancorossi erano accesi dall’inizio dell’anno, con una prima perizia depositata a gennaio e integrata a maggio proprio alla luce dei dati patrimoniali più recenti e del declassamento di categoria.

L’attuale situazione societaria: il nodo dell’insolvenza

La richiesta della Procura di apertura della procedura di liquidazione giudiziale (il corrispettivo dell’ex istanza di fallimento) delinea uno scenario di massima allerta. Sebbene la proprietà De Laurentiis (attraverso Filmauro) rivendichi di aver sempre ripianato le perdite e pagato regolarmente scadenze e stipendi, l’accusa si muove sull’ipotesi che il Bari sia stato mantenuto in vita in modo artificiale, accumulando un debito strutturale (30 milioni) e subendo un progressivo “svuotamento” di asset di valore (come il cartellino di Caprile) a beneficio del Napoli.

I possibili sviluppi futuri

Alla luce di questi elementi, si possono stimare tre principali filoni di sviluppo nei prossimi mesi:

  1. Il fronte fallimentare e la continuità aziendale (Breve termine): Il Tribunale Fallimentare di Bari dovrà esprimersi sulla richiesta di liquidazione giudiziale. I De Laurentiis cercheranno di dimostrare la continuità aziendale immettendo nuova liquidità o presentando un piano di rientro supportato dalla holding Filmauro. Se il Tribunale ritenesse che i debiti siano coperti dal patrimonio della controllante, l’istanza potrebbe essere respinta, salvando il titolo sportivo. Al contrario, il decreto di liquidazione giudiziale aprirebbe le porte al fallimento, mettendo a serio rischio l’iscrizione stessa al campionato.

  2. Il fronte sportivo e la cessione del club (Medio termine): La retrocessione in Serie C aveva già reso evidente la necessità di un disimpegno della famiglia De Laurentiis, fortemente contestata dalla piazza barese. Questa accelerazione giudiziaria rende la cessione della società una scelta quasi obbligata e urgente. Tuttavia, il valore del club è crollato sia per la categoria sia per la pendenza di un’indagine per bancarotta. Potenziali acquirenti potrebbero decidere di attendere l’evoluzione dei fatti o rilevare il titolo in sede d’asta qualora la situazione precipitasse.

  3. Le ripercussioni penali e la giustizia sportiva (Lungo termine): Se le indagini della Procura dovessero portare al rinvio a giudizio per falso in bilancio e bancarotta, i tempi della giustizia ordinaria saranno lunghi. Parallelamente, si attiverà quasi certamente la Procura Federale della FIGC. La giustizia sportiva valuterà se il trasferimento di Caprile e la gestione del Bari abbiano violato i principi di lealtà sportiva e le norme sulle multiproprietà (sebbene formalmente distinte, Filmauro controlla entrambi i club). Il rischio concreto per il Bari (e di riflesso per il Napoli) spazia da pesanti penalizzazioni in classifica fino all’esclusione dai campionati nei casi più gravi.

La sensazione è che il ciclo dei De Laurentiis a Bari sia giunto al capolinea nel modo più traumatico possibile. I prossimi mesi saranno decisivi non solo per capire se il calcio professionistico rimarrà nel capoluogo pugliese, ma anche per stabilire la legittimità di un modello di gestione aziendale multi-club fortemente criticato fin dalle sue origini, ma che a Bari ha trovato strada libera per anni senza, di fatto, alcun ostacolo nè gestionale nè imprenditoriale.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Redazione
Redazione
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img