HomeCronacaCarcere di Bari: sovraffollamento, muffa e carenza di personale al "Rucci"

Carcere di Bari: sovraffollamento, muffa e carenza di personale al “Rucci”

Una capienza regolamentare di 293 detenuti a fronte dei 436 presenti. Polizia penitenziaria sotto organico. Solo quattro educatori presenti. Carenza di medici, psicologi e assistenti sociali. Strutture che risentono degli anni. Sono alcune delle criticità riscontrate dalla delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione che nella giornata di ieri ha visitato il carcere di Bari, nell’ambito di una mobilitazione nazionale che ha coinvolti decine di istituti penitenziari in tutta Italia.

La delegazione che è entrato  all’Istituto “Francesco Rucci” di Bari, era composta da Maria Pia Scarciglia, Presidente Antigone Puglia; Noemi Cionfoli, Direttivo Antigone Puglia; da Domenico di Palma Presidente CNCA Puglia; dall’Assessora Regionale alla Cultura, Silvia Miglietta; dall’Assessore alla Legalità del Comune di Bari, Nicola Grasso; dal Garante delle persone private della libertà della regione Puglia, Piero Rossi; da Antonella Cafagna, Presidente Sezione Anm Bari; Filippo Bottalico, Professore Università studi di Bari, Filomena Principale, Segretaria Cgil Puglia e Don Angelo Cassano dell’Associazione Libera.

La delegazione ha incontrato direzione, personale di polizia penitenziaria, area educativa, operatori sanitari, persone detenute, e ha potuto visitare la prima sezione, dove sono allocati detenuti di media sicurezza. Le celle sono pulite ma sono tutte interessate da umido e muffe sui muri. Nelle celle ci sono le docce e c’è l’acqua calda. Manca uno spazio di socialità.

Quindi il reparto SAI (Servizio di assistenza intensificato) che assicura assistenza sanitaria a detenuti provenienti da più istituti penitenziari della Puglia e del meridione, dove sono allocati sei detenuti disabili. Persistono molte criticità visto il tipo di reparto, che soffre la carenza di medici, ma soprattutto psicologi e assistenti sociali. I detenuti trascorrono in media sette ore fuori dalla cella. Il regime è celle chiuse. 100 i detenuti presi in carico con terapia sostitutiva al SERD.

Sovraffollamento, limiti strutturali, carenze di organici per quanto riguarda medici e polizia penitenziaria, sono le principali criticità riscontrate e che rendono difficoltose le condizioni di vita all’interno dell’istituto sia per i detenuti che per tutto il personale.

Sono assicurate alcune delle attività culturali e dei corsi durante la stagione estiva in particolare: l’attività degli sportelli, animazione estiva, biblioteche, educazione musicale e karaoke.

L’articolo 27 della Costituzione stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere al reinserimento sociale della persona. Visitare gli istituti penitenziari significa verificare concretamente quanto questi principi trovino effettiva applicazione nella vita quotidiana delle persone detenute e di chi lavora negli istituti.

La visita all’istituto “Francesco Rucci” di Bari si inserisce in una giornata nazionale che ha visto le associazioni dell’Alleanza entrare contemporaneamente in numerose carceri italiane per richiamare l’attenzione pubblica sulle condizioni di detenzione e sulla necessità di politiche orientate alla dignità della persona, alla riduzione del sovraffollamento e al reinserimento sociale.

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Redazione
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