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È scattato all’alba il blitz congiunto di Polizia e Guardia di Finanza che ha portato in carcere cinque pregiudicati brindisini, ritenuti i responsabili della violenta rapina a mano armata messa a segno lo scorso 24 aprile ai danni del fast food McDonald’s di Brindisi.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal GIP del Tribunale di Brindisi su richiesta della Procura, ipotizza a vario titolo i reati di rapina aggravata, porto abusivo d’armi e ricettazione. Per due degli arrestati la posizione si aggrava ulteriormente: gli investigatori li ritengono infatti al centro di un fitto giro di spaccio di cocaina e marijuana attivo tra il capoluogo e la vicina San Pietro Vernotico.
Il blitz in pochi secondi e l’auto data alle fiamme: la ricostruzione dell’assalto
L’assalto al noto locale di ristorazione era stato studiato nei minimi dettagli ed eseguito con estrema rapidità. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, in tre — con il volto coperto da passamontagna e armati di pistole — hanno fatto irruzione nel locale scatenando il panico tra i presenti.
La banda ha prima neutralizzato l’addetto alla vigilanza all’ingresso e subito dopo si è scagliata contro i banchi cassa, minacciando le dipendenti. Un raid fulmineo durato pochi istanti, che ha fruttato ai rapinatori un bottino di 618 euro.
Ad attendere i tre complici all’esterno c’era un quarto uomo al volante di un’utilitaria rubata, pronta per la fuga a gas spalancato. Il veicolo è stato ritrovato soltanto diverse ore dopo nelle campagne del brindisino, completamente distrutto dalle fiamme: un espediente per cancellare ogni traccia biologica o impronta digitale che potesse risalire al commando.
Dalla rapina allo spaccio: il doppio filone d’indagine
Le indagini incrociate condotte dalla Squadra Mobile della Questura e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza hanno permesso non solo di identificare l’intera banda, ma anche di far luce su un fiorente canale di spaccio parallelo.
Dalle intercettazioni e dai riscontri sul campo è emerso come due dei cinque indagati gestissero una rete capillare di distribuzione della droga. I due si occupavano del confezionamento e della vendita al dettaglio di cocaina e marijuana, rifornendo costantemente i pusher e i clienti sulle piazze di Brindisi e San Pietro Vernotico.
Blitz all’alba e perquisizioni
La solida impalcatura indiziaria ha consentito alla Magistratura di attribuire con precisione a ciascun indagato il proprio ruolo nella pianificazione e nell’esecuzione del colpo al fast food.
Contestualmente agli arresti, le forze dell’ordine hanno eseguito perquisizioni personali e domiciliari a carico di tutti gli indagati, già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici contro il patrimonio e in materia di stupefacenti, alla ricerca delle armi usate durante il colpo e di ulteriori elementi di prova.











