Tap ha incominciato ad allestire il cantiere del gasdotto che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere costruito nei pressi di Melendugno, tra le polemiche e le promesse di ricorsi ed azioni legali, a poche ore dalla data di oggi (16 maggio) quando scadranno i tempi per la concessione dell’Autorizzazione unica, che consente di costruire l’opera che poterà in Europa il gas dell’Azerbaijan.
Operai di una delle ditte appaltatrici dei lavori per conto di Tap hanno iniziato, sabato scorso, ad alzare una recinzione nell’area in cui dovrebbe sorgere il cantiere. La zona, in contrada Fànfula (Melendugno) appare limitata con una rete da cantiere plastificata, si estende per poco più di 100 metri e c’è un cartello con la scritta ‘area di cantiere’.
Come previsto dalla legge, i tecnici comunali hanno rilevato la posizione gps per verificare se coincida o meno con quella fornita dalla multinazionale.
Sul posto esponenti del comitato No Tap, vigili urbani e responsabili dell’ufficio Tecnico del Comune di Melendugno inviati dal sindaco, Marco Potì, che in un duro comunicato ha espresso le proprie perplessità sui lavori effettuati, tra l’altro, proprio nei giorni della festa patronale.
“Hanno agito mentre si svolgevano i festeggiamenti in onore della Madonna di Roca – ha detto Potì – chi non ha qualcosa da nascondere non si comporta così”.











