Fumo, alcool, droghe e sostanze psicotrope, ma anche gioco d’azzardo e tecnologia. Una indagine che lascia poco spazio alla fantasia e, che invece, desta seria preoccupazione, quella presentata questa mattina a Bari e che mette in evidenza come il rapporto tra i giovani pugliesi in età scolare e le dipendenze sia in aumento.
Dove per “dipendenze” si intendono tutte quelle situazioni e sostanze che coinvolgono i giovani talmente a fondo da renderne difficile il farne a meno. Andando a rappresentare un vero e proprio fenomeno socialmente impattante che deve e può essere affrontato, soprattutto mettendo in campo il massimo delle risorse nell’attività di prevenzione.
Indagine sul consumo di sostanze psicotrope tra gli studenti pugliesi: i risultati sono in un Report, presentato in Consiglio regionale dal direttore del Dipartimento della salute della Regione Puglia Giovanni Gorgoni e redatto a cura dell’Osservatorio epidemiologico regionale, con la collaborazione delle istituzioni scolastiche.
Per l’Assemblea pugliese ha fatto gli onori di casa il vicepresidente Peppino Longo, che ha sottolineato in un breve intervento l’utilità “in chiave di prevenzione” della ricerca, condotta tra quasi 6500 studenti pugliesi di 74 scuole superiori.
“Non possiamo nasconderci che il fumo, il consumo di stupefacenti, alcolici e il gioco d’azzardo, sono tra noi, sono tra i nostri ragazzi”, ha detto, ricordando che la loro diffusione fin dall’età giovanile è all’attenzione del Consiglio regionale.
Nell’indagine, tra gli abusi e le dipendenze rientra anche il gioco d’azzardo, al quale il Parlamento pugliese ha dedicato una legge regionale, la n. 43 del 2013, che oltre a prevedere misure di terapia della patologia compulsiva, si preoccupa di tenere sale giochi e macchinette mangiasoldi a distanza di almeno 500 metri da luoghi sensibili, tra i quali i centri di aggregazione giovanile, le chiese e le scuole.
Il comportamento trasgressivo contagia i giovani e li spinge ad atteggiamenti autolesionistici: è un nervo scoperto nella società, “una realtà che si preferirebbe non vedere, come se in questo modo il fenomeno si potesse esorcizzare”, ha osservato il vicepresidente Longo. Occorre una forte presa di coscienza e questa indagine aiuta a conoscere i fenomeni e soprattutto a prevenirli.
“La prevenzione delle dipendenze è di grande attualità e richiede iniziative corali. Coinvolgendo in una rete virtuosa le istituzioni, la sanità pubblica e la scuola, le strategie devono definire un programma di azioni plurale e partecipato. Saranno la risposta della società civile ad un fenomeno sociale insidioso”, ha concluso Longo. “Resta fondamentale in questa prospettiva agire sui giovanissimi, fin dalle elementari, perché una volta formati e informati adeguatamente, potranno diventare anticorpi, portatori di valori sani nella società giovanile e successivamente in quella adulta di domani”.











