Sull’aumento della Tari, la tassa sui rifiuti disposto dal Comune di Lecce la polemica è alta. Interviene, con una lettera aperta, l’assessore all’ambiente della giunta di Paolo Perrone, Andrea Guido, che indica nella Regione Puglia il responsabile delle scelte comunali messe in campo. Eccone il testo.
“Il dibattito che si è aperto sull’aumento della Tari merita alcune doverose precisazioni. Innanzitutto è il caso di ribadire che tale aumento è inevitabile e chiama in causa responsabilità di altri livelli istituzionali. Il problema prioritario è legato all’assoluta mancanza di programmazione della Regione Puglia, basti pensare che il ciclo dei rifiuti non si è ancora concluso. E gli effetti sul territorio si vedono in tutta la loro virulenza. La discarica di Cavallino dove andavano a finire i rifiuti prodotti dai cittadini leccesi è stata chiusa perché oramai satura. Risultato? Ora siamo costretti a conferire l’immondizia a Statte, nel tarantino, ad oltre cento chilometri da Lecce. Le conseguenze sono immaginabili: il costo del servizio è passato dai 57 euro di Cavallino agli attuali 83 euro di Statte. Un’impennata che ha di fatto lievitare i costi.
C’è di più: la mancata realizzazione degli impianti di compostaggio obbliga le Amministrazioni a smaltire la parte umida in giro per l’Italia con costi che sfiorano le 160 euro a tonnellata. Un’enormità. Un grave onere per gli Enti locali già alle prese con mille difficoltà economiche e finanziarie.
Ad ogni buon conto è il caso di precisare che l’aumento della Tari non riguarda solo Lecce. Tutt’altro. Si tratta di un problema generale che investe tutti i comuni pugliesi: a Bari, per esempio, i cittadini pagheranno una tariffa più cara del 10 per cento rispetto allo scorso anno.
Ci auguriamo, a questo punto, che Michele Emiliano, nella sua duplice veste di presidente della Regione Puglia e Commissario degli Oga, abbia il coraggio che non ha avuto il suo predecessore, Nichi Vendola, e proceda immediatamente alla chiusura del ciclo dei rifiuti sul territorio pugliese, all’apertura delle discariche realizzate e mai però utilizzate e, contemporaneamente, alla realizzazione di nuovi impianti di compostaggio. Soltanto dando una decisa accelerazione a questo percorso virtuoso si potrebbe raggiungere l’agognato e considerevole abbattimento delle tariffe a carico dei cittadini. In caso contrario saremo costretti a continuare ad applicare queste tariffe e ad ascoltare gli inutili attacchi e piagnistei del centrosinistra che invece dovrebbero essere destinate ai loro colleghi di partito e di coalizione che governano la Regione Puglia”.











