Per Ahmed Tunij sarà un esordio speciale. Arrivato in Italia nove mesi fa dalla Nigeria, Tunij ha ripreso a studiare, ad allenarsi e a sognare un futuro diverso. Nato 22 anni fa ad Ajah, un piccolo centro nel sud ovest della Nigeria, a pochi km dal Benin, oltre un anno fa ha dovuto lasciare la sua casa e la famiglia in Nigeria per emigrare in Libia, dove ha lavorato sei mesi come tecnico informatico. Ma dalla Libia è fuggito presto per non finire arruolato in bande armate o essere vittima delle continue violenze inflitte dai ribelli e miliziani dell’Isis.
E come tanti altri, Tunij ha tentato la strada più pericolosa, la via del mare, per giungere dopo un lungo disperato viaggio durato 23 giorni, a fine agosto, in Sicilia, da dove poi è stato poi trasferito in Puglia, presso il Centro di Accoglienza Straordinaria di Poggiorsini, un piccolo comune della Murgia barese.
“Fin da piccolo ho imparato a nuotare, e il mare non mi ha mai spaventato – dice Tunij – però in quel viaggio ho conosciuto un mare diverso, e l’unica cosa che potessi fare era affidarmi a Dio”. E giura che se potesse tornare indietro non lo rifarebbe perché con i suoi occhi di ragazzo ha visto scene terribili e vissuto una tensione costante.
Nel CAS di Poggiorsini gli educatori ogni mattina presto prima delle lezioni, lo vedono correre, qualcuno ha pure notato un buono stile nella corsa e le qualità di un vero atleta. Il suo ultimo allenamento è stato una corsa campestre su un percorso di 32 km. E così gli educatori del Centro gli hanno segnalato una gara che si disputerà domenica 12 giugno, il Trail delle 5 Querce, un percorso di 28 km nel Canyon di Gravina in Puglia, a cui parteciperanno campioni di fama internazionale come Giorgio Calcaterra, attuale detentore del titolo mondiale nella 100 km di ultramaratona, e Giacomo Leone, Consigliere Nazionale del CONI e Consigliere federale della FIDAL, nonché l’ultimo italiano ad aver conseguito la vittoria nella speciale Maratona di New York, esattamente 20 anni fa.
Per Tunij che ha come idolo l’atleta etiope Haile Gebrselassie, partecipare alla prima competizione ufficiale in Italia è già un piccolo traguardo: la FIDAL ha preso a cuore la sua storia e ha iscritto il giovane atleta al Trail, e nel piccolo centro murgiano è scattata una gara di solidarietà per assicurare al ragazzo nigeriano l’equipaggiamento necessario per disputare la gara.
Domenica 12 giugno, grazie alla FIDAL correrà il suo primo Trail nella Terra che lo ha accolto e lo sostiene.
Fora Tunji, dunque, e non importa se arriverà primo o ultimo. Lui ha già vinto!











