HomeStoria della PugliaQuando da Foggia partivano le Redtails

Quando da Foggia partivano le Redtails

Durante la seconda guerra mondiale gli Alleati allestirono, nella pianura del Tavoliere delle Puglie, un insieme di aeroporti e di piste di decollo, che costituirono il cosiddetto Foggia Airfield Complex.
La zona interessata si estendeva dal confine meridionale del Molise (vicino l’odierna Campomarino), fino all’attuale provincia di Barletta.
Il numero totale delle basi non è mai stato calcolato con precisione, ma si valuta che fossero circa una trentina.
Il Tavoliere era già stato sede di strutture aerportuali al tempo della prima Guerra Mondiale, ma la svolta si ebbe nel 1940-41, con la guerra in Albania e la campagna di Grecia, quando la zona divenne strategicamente importante per i collegamenti con l’altra sponda dell’Adriatico.
Quando Italia e Germania erano alleati dell’Asse, i tedeschi assunsero la direzione delle operazioni nella guerra e, quindi, anche la gestione degli aeroporti nella zona di Foggia. Così, il 1º gennaio 1942 l’aeroporto Gino Lisa, il più importante, passò ufficialmente alla Luftwaffe e le basi della zona vennero utilizzate per perfezionare armi sperimentali.
Dopo l’armistizio del 1943, gli Alleati presero il controllo degli aereoporti e trasferirono in Puglia la 12ª Forza Aerea.
La sede del comando era a Bari, ma gli aeroporti, come detto, erano sparsi nella pianura attorno a Foggia, che interessava anche le zone limitrofe della provincia di Bari, del Molise e della Basilicata.
Da queste basi partirono circa 2.600 missioni verso obiettivi del nord d’Italia, dell’est e del nord dell’Europa.
Protagonista indiscusso di queste operazioni fu il 99th Fighter Squadron, meglio noto come “Tuskegee Airmen”.
Nato a Chehaw, in Alabama, la creazione di questo reparto fu fortemente voluta dal presidente Roosevelt per formare e addestrare infallibili piloti da caccia.
Esso fu interamente composto e comandato da uomini di colore che vennero soprannominati Redtails, cioè “code rosse”, a causa del colore che contraddistingueva la coda degli apparecchi che essi pilotavano.
Numerosi furono i militari che si arruolarono per prendere parte a questo progetto, considerandolo come uno stimolo per combattere la discriminazione razziale ancora in atto in quegli anni nel Paese.
Questi aviatori furono impiegati in molte battaglie svoltesi nel Mediterraneo, nel Pacifico e in Italia, con compiti di bombardamento, ricognizione e pattugliamento aereo.
In seguito, vennero impiegati come scorta ai bombardieri, nelle missioni sopra la Germania e l’Austria.
Le Redtails diedero sempre prova di erosimo e abilità e le loro missioni valsero numerose medaglie.
Il 29 marzo 2007 è stato riconosciuto ai circa 300 superstiti del gruppo il maggiore riconoscimento possibile concesso dal congresso degli Stati Uniti d’America, la Medaglia d’Oro al valor militare.
Tra le missioni più riuscite, si registra il volo di ricognizione che scoprì per la prima volta, mediante una foto aerea, il campo di concentramento di Auschwitz.
L’aereo di esplorazione era partito dall’aereoporto di Foggia.

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Antonio Verardi
Antonio Verardi
Storico dell’Arte. Ha collaborato con il Museo Pecci di Prato. Ha svolto attività di ricerca per la Facoltà di Lettere e Architettura. E’ docente di letteratura italiana, storia e storia dell’arte. Perito ed esperto per la Camera di Commercio di Bari è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal maggio 2011.

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