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Brexit, Gran Bretagna uscirà dalla Ue: i Leave vincono con il 52%. Esultano euroscettici

Dopo un testa a testa nella notte, il referendum della Brexit si trasforma in quello che temevano i pro-Bruxelles con i britannici che scelgono il “Leave”, scelgono cioè di lasciare l’Unione europea con il 52% dei voti contro il 48% dei “Remain”.

La vittoria è ufficiale: come riportato dalla Bbc la distanza tra i due schieramenti è di un milione di voti circa e anche se il conteggio dei voti non è terminato in tutte le sezioni, è stato superato il quorum di 16,8 milioni di voti, necessario a determinare l’esito della tornata referendaria.

Alla chiusura dei seggi – con un’affluenza del 71,8% e più di 30 milioni di persone chiamate a esprimere il loro parere – i primi opinion poll di YouGov davano i favorevoli alla Brexit in svantaggio: poi nella notte, con la conta effettiva dei voti, l’inversione di rotta e il trionfo degli scettici. Non si è trattato, tuttavia, di un voto omogeneo con Londra e la Scozia che hanno fortemente votato a favore della permanenza in Europa contro, tuttavia, il resto del paese, in primis nord Inghilterra e Galles, a favore della Brexit.

Il primo ad esultare è il leader dell’Ukip, Nigel Farage che ha espresso la sua soddisfazione prima dei risultati definitivi: “Sarà una vittoria per le persone reali, una vittoria per la gente comune, una vittoria per la gente per bene. Abbiamo combattuto contro le multinazionali, contro le grandi banche d’affari, contro la grande politica, contro la menzogna, la corruzione e l’inganno. Ora possiamo cantare con fierezza il nostro inno senza che Bruxelles ci dica che abbiamo sbagliato”.

Ma ad esultare in tutta Europa sono gli euroscettici. “Hurrah per i britannici. Ora è il nostro turno. E’ tempo per un referendum olandese”, ha scritto su Twitter il leader degli euroscettici olandesi, Geert Wilders invocando una “Nexit”. Lo stesso fa Marion Le Pen, che scrive “Vittoria” sul social, aggiungendo che ora bisogna pensare alla “Frexit”: “è ora ormai di importare la democrazia nel nostro paese. I francesi devono avere il diritto di scegliere”. “Evviva il coraggio dei liberi cittadini! Cuore, testa e orgoglio battono bugie, minacce e ricatti”, esulta Matteo Salvini su Twitter ringraziando la Gran Bretagna e aggiungendo “ora tocca a noi”.

Alla vigilia del voto il primo ministro inglese David Cameron aveva rassicurato tutti che sarebbe rimasto al suo posto anche in caso di Brexit. Questa mattina diversi media britannici riferiscono che l’inquilino di Downing Street starebbe pensando di dimettersi anche se non immediatamente, almeno stando a fonti dei Conservatori citati dai media britannici.

“Maledizione, un brutto giorno per l’Europa”, ha twittato il vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel. “Per favore ditemi che sto ancora dormendo e che tutto questo è solo un brutto incubo”, ha twittato l’ex premier europeista finlandese Alexander Stubb aggiungendo che “queste cose avanzano in tre stadi: crisi, caos e soluzione non ottimale, non so dove siamo a questo stadio”.

Michele Bordo, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera (Pd), ovviamente non è contento dell’esito delle urne. “La peggiore delle previsioni purtroppo si e’ avverata, dopo una campagna referendaria carica di odio, paura e illusioni. La decisione dei cittadini britannici di mettere la parola ‘fine’ a un rapporto evidentemente ormai logorato e irrecuperabile obbliga gli Stati europei a una riflessione senza precedenti. Uno choc simbolico sul quale non si potra’ indugiare troppo: le ripercussioni di questa scelta in Gran Bretagna, come nel resto d’Europa, saranno politiche, sociali, militari e naturalmente economiche, nonostante il paracadute predisposto dalle banche centrali”.

“Da domani, anche sulla scorta del pessimo risultato del referendum inglese, si lavori allora ad un progetto europeo piu’ attraente e capace di renderci tutti meno vulnerabili di quanto non lo siamo oggi. Si faccia ogni sforzo per costruire una nuova Europa, piu’ forte e coesa, che abbia l’ambizione di essere protagonista nel mondo” conclude Bordo.

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