Le Borse europee aprono col segno “+”, dopo il tonfo da “venerdì nero” dei mercati. Milano oltre il 3% di rialzo, e perfino la gretta Londra che torna ad accendere il fuoco col carbone, segna un’ottima performance da +2%. La sterlina, toccato il minimo storico dal 1985, torna tiepidamente a salire.
Sono bastate 72h per sedare il panico? I commentatori da “Bar Sport” hanno scaricato il proprio terrore assieme ai media complici con la pistola puntata contro il bue popolo britannico che ha deciso di tornare nel suo piccolo ovile, ininfluente e fuori dal Mondo.
Eppure i telefonini continuano a squillare, le Borse ad investire, la moneta ad avere corso legale, i supermercati non hanno esaurito le scorte di carne, e così via.
Non c’è nessun impatto sull’economia reale, se non i milioni di euro mandati in fumo nel trading, nella finanza ad alta velocità e ad alta speculazione. Ma io mi domando per cosa si condannino gli elettori britannici. Per non avere fatto gli interessi di un manipolo finanziario ingordo di dividendi? Per il grande capitale che non investe in nessuna attività produttiva, in nessun comparto sociale, in nessun settore strategico?
E’ come se si piangesse per la chiusura di una Poker Room su internet, disperandosi sugli effetti nefasti nel Paese, e non per uno stabilimento Fiat. Perché il punto è questo, difendere la propria produzione, i propri confini, la propria moneta, od un mercato globale che brucia miliardi in leve e bolle speculative?
La possibilità di fare l’Erasmus in Gran Bretagna è un pallido vantaggio rispetto al macigno imposto da Bruxelles. E’ stato smascherato perfino il bluff giovanilistico che vedeva i nonni vs nipoti.
Solo il 36% dei 18-24enni si è recato alle urne. No Remain, No Leave, ma indifferenza più totale. Sono gli stessi che ad urne chiuse hanno digitato su Google: “Cos’è l’Unione Europea?” e che si sono detti pentiti dopo l’esito della Brexit. Hanno perfino organizzato una raccolta firme apocrifa, dove tutti, anche noi italiani, potevamo sottoscrivere la petizione per ripetere le votazioni. E’ questa la saggezza degli europeisti: “Voterete finché non sceglierete quello che diciamo noi.” Per fortuna il premier David Cameron ha smorzato la pantomima: “Il popolo si è espresso, non esistono seconde consultazioni.”
Intanto un primo effetto domino, politico, positivo per giunta, è in atto. Si stanno vagliando misure per sospendere il Bail In, ovvero la vexata quaestio per cui gli aiuti esterni non possono giungere in soccorso agli Istituti di credito in sofferenza, e costringe azionisti, obbligazionisti e risparmiatori (con depositi superiori ai 100.000 €) a rifondare il Capitale Sociale prosciugato da un management (per dolo o per colpa) inadeguato.
Una norma che sovverte l’onere di garanzia. Non la BCE a garanzia dei correntisti, ma i correntisti a garanzia delle loro filiali bancarie. Alla luce di tutto ciò è evidente che più si aggrava la miopia dell’Euro-Parlamento e più sedimenteranno azioni di rigetto da questo corpo estraneo negli Stati-Nazione.











