Rinnovando le intenzioni di porre Gagliano del Capo, comune salentino a pochi chilometri dalla Punta di Leuca, al centro di una fitta rete di scambi culturali aprendo “nuove strade per uno sviluppo consapevole delle eccellenze artistiche e delle risorse creative locali in collaborazione con artisti in Italia e all’estero”, ritorna anche quest’anno (il settimo consecutivo) Capo d’Arte, rassegna organizzata dall’omonima associazione in più luoghi storici del paese.
Come per le edizioni passate, inserite in un circolo virtuoso nel segno della contemporaneità, anche per il 2016 (apertura ufficiale il 30 luglio) è prevista una serie di interessanti manifestazioni espositive, coordinate da Massimo Torrigiani, direttore artistico di Capo d’Arte per il terzo anno consecutivo; protagonista principale sarà l’artista indiana Shilpa Gupta, che per la sezione Altrove presenterà My East is Your West, installazione luminosa che sarà collocata sul tetto di Palazzo Daniele e che intende stimolare una riflessione sul pregiudizio, che scaturisce da condizionamenti sociopolitici e culturali correlati alla differente appartenenza geografica (inaugurazione alle ore 20,30).
Anticiperanno il vernissage della Gupta altre tre mostre, dislocate in altrettanti punti di Gagliano, tra cui quella dedicata al fotografo romano Claudio Abate – Testimornianze 1964-1979, in corso Umberto I 62, fino al 31 agosto 2016 – ritrattista di quel prolifico centro sperimentale d’avanguardia che è stata la Roma degli anni Sessanta e Settanta, cui si affiancherà Caverne, Pietre e Luci – “Lastation”, a piazza Bitonti e Piazza San Rocco, luoghi fino al 21 agosto della personale di Carlos Casas, filmmaker e artista visivo spagnolo, inserita nel programma di Indagine sulle Terre Estreme, a cura di Ramdom; e Stellaria Solaris Garden Project_2016, mostra dei lavori del salentino Michele Guido che, curata da Lorenzo Madaro a Palazzo Comi, e organizzata in collaborazione con la Galleria Lia Rumma (Milano-Napoli), sarà visitabile fino al prossimo 15 agosto, presentando un progetto che si sviluppa “sulla relazione che intercorre tra il mondo marino e quello delle piante e sul rapporto terra-luce”.
A completare il ricco programma di Capo d’arte verrà realizzata un’opera site-specific da parte del duo di street-artist francesi Lek&Sowat, borsisti a Villa Medici per l’Accademia di Francia di Roma, che ha avviato in Salento una partnership basata su un ciclo di residenze proprio a Gagliano del Capo; per l’occasione i due artisti avvolgeranno con del cellophane un edificio abbandonato in piazza Falcone e Borsellino, concludendo la loro permanenza artistica nel corso della quale sono stati realizzati altri due lavori, creati su un vagone ferroviario abbandonato lungo un binario morto e in corso Umberto I, dove campeggerà una black box con una porta a vetri che affaccia sulla piazza principale del paese, riconfermato eccezionale crocevia per l’arte contemporanea.











