Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno a difesa della produzione cerealicola, a seguito della crisi del grano determinata dal tracollo dei prezzi.
L’Assemblea pugliese ha fatto propria la proposta della Confederazione Italiana Agricoltori della Puglia che ha chiesto che vengano riconosciute le giuste rivendicazioni dei cerealicoltori pugliesi, in considerazione del tracollo dei prezzi che ha aumentato a dismisura l’ampio divario già esistente tra costo del frumento e prezzo del pane e della pasta, e del fatto che i produttori di grano continuano ad essere oggetto di un’azione di speculazione che non ha precedenti (con il grano duro pagato a 18 euro al quintale, al di sotto dei costi produttivi).
Pertanto il Consiglio regionale ha chiesto al presidente della Giunta regionale di attivarsi presso il Governo nazionale per “impegnarsi in Europa affinché la PAC nella fase di revisione possa incentivare strumenti come i fondi mutualistici per la stabilizzazione del reddito; velocizzare l’attuazione delle misure annunciate nel piano cerealicolo nazionale con provvedimenti mirati che possano andare incontro alle esigenze degli agricoltori; incentivare accordi e contratti di filiera capaci di garantire una più equa ridistribuzione del valore; prevedere una campagna di promozione e valorizzazione della pasta italiana nel mondo che trova oggi una concorrenza impensabile fino a soli pochi anni fa; perseguire la massima trasparenza delle borse merci con un ruolo maggiore dei rappresentanti degli agricoltori; ed infine verificare che i centri di stoccaggio autorizzati siano destinati principalmente per le produzioni locali, considerato che con la campagna di raccolta 2016 non è stato possibile stoccare la produzione locale in quanto le strutture erano già colme di grano estero”.











