Una malattia lunga e terribile che combatteva, con coraggio, da tempo. Senza mai nasconderla, anzi, rendendola pubblica e “social” anche per dare coraggio a tutti quelli che ogni giorno la combattono. Se ne è andato nella notte l’ex assessore regionale, attualmente capogruppo di “Noi a Sinistra per la Puglia” Guglielmo Minervini. Un uomo che aveva fatto della politica la sua passione, e non certamente la sua ragione di vita. Persona schietta ed onesta, sincera nei rapporti con i colleghi di partito, con gli avversari e con i giornalisti, a cui non negava mai una risposta, anche quando le domande erano scomode.
55 anni, docente di informatica negli istituti superiori e direttore editoriale della casa editrice La Meridiana. Già consigliere regionale nella VIII e IX legislatura, dapprima eletto nella lista de La Margherita e successivamente nel Partito Democratico. Ha ricoperto la carica di assessore regionale dal 2005 al 2015 con delega alla gestione delle risorse umane, trasparenza, politiche giovanili e sport, trasparenza e legalità e protezione civile e trasporti. Dal 1994 al 2000 è sindaco di Molfetta, il primo sindaco appoggiato dalle sinistre dopo molti anni. Tra i fondatori del movimento nazionale Centocittà, ha contribuito alla nascita dei Democratici e della Margherita, di entrambe è stato coordinatore regionale. Promotore e sostenitore principale dei Bollenti Spiriti, che considerava una sua creatura politica. Protagonista alle primarie per la scelta del Presidente della Giunta Regionale pugliese in alternativa a Michele Emiliano, non ha mai fatto mancare il supporto all’attuale maggioranza, anche se con i dovuti distinguo e le precisazioni che, anche forti, non lesinava di certo alla Giunta.
E proprio ai social network, di cui Minervini faceva un uso continuo, ha affidato il suo ultimo pensiero, due giorni fa, proprio in riferimento alla sua malattia.
“E vabbè. Ancora una volta la vita ti afferra in un’altra prova imprevista, dura ed esigente. L’affrontiamo col piglio di sempre. Fiducia nei medici, tenacia, resistenza, energia, i pilastri incrollabili di mia moglie e dei miei cari, gli affetti profondi e forti, tanta amicizia e la voglia di farcela senza mai perdere il senso anche dentro il mistero della malattia.
Ci risentiamo tra un po’. Sicuro”.
Così non è stato, e poi alle prime luci dell’alba di oggi la triste notizia che non ce l’ha fatta.











