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Sanità. Per D’Ambrosio Lettieri “Chiudere ospedali e punti di primo intervento senza attivare servizi territoriali è irresponsabile”

“Chiudere gli ospedali e i punti di primo intervento in un sistema che, mentre ha l’ambizione giustamente di non essere più ospedalo-centrico, ma nei fatti non è in grado di garantire la continuità ospedale-territorio e tantomeno i servizi territoriali che rispondano alla richiesta di interventi al di fuori dell’emergenza-urgenza, è pura follia, oltre che irresponsabilità politica.  Sarà una Babilonia. Mi auguro, perché a pagare non siano solo e sempre i cittadini, che il ministro Lorenzin guardi con attenzione ad una realtà quale quella pugliese che da più di dieci anni, ormai, è contrassegnata da politiche sbagliate sinora mitigate solo dalla competenza e dalla buona volontà degli operatori del settore sanitario che lavorano in situazioni allarmanti.

La sanità pubblica pugliese è in progressivo smantellamento da quando il piano Fitto – che prevedeva la chiusura di alcuni ospedali, ma al contempo la loro trasformazione in presidi territoriali di riferimento per servizi sanitari che non fossero legati alla emergenza e alla necessaria degenza ospedaliera – è stato letteralmente buttato in un cassetto e poi stravolto nella sua ratio. C’è una evidente paralisi nella tenuta dei livelli assistenziali, con disagi che i cittadini pagano sulla propria pelle per la tortuosità dell’accesso ai servizi, spesso preclusi.

Liste di attesa, organico degli operatori, servizio emergenza urgenza, reti specializzate e centri di riferimento che non funzionano più. Ed è solo la punta dell’iceberg, che piano di riordino ospedaliero presentato dalla giunta Emiliano, non alleggerisce.

Riorganizzare il sistema sanitario regionale è un appuntamento cui la Puglia arriva con oltre dieci anni di ritardo. E gli effetti disastrosi di questo ritardo si vedono tutti.

Quello sanitario è un sistema complesso che per essere governato con efficienza ed efficacia, garantendo livelli essenziali di assistenza adeguati a fronte di tasse eque – l’esatto contrario della situazione attuale – deve necessariamente trovare una sintesi nelle sinergie interprofessionali, istituzionali e sociali che di fatto sono chiamate ogni giorno ad operare in trincea, ciascuna nel proprio ruolo.

A giudicare dalle scelte compiute attraverso la delibera di riordino ospedaliero della giunta regionale e dalle numerose criticità sollevate soprattutto dagli operatori di settore, la strada è ancora tutta in salita. Se la ratio – come deve essere – è quella di coniugare efficienza, efficacia e sostenibilità economica, come da dettato del D.M. 70/2015, non si può certo trascurare da un lato di potenziare i servizi territoriali e le discipline a supporto delle attività di ricovero che non presuppongono posti letto, ma presuppongono certo una razionalizzazione. Dall’altro lato, di potenziare le eccellenze, laddove, richieste e fabbisogni si indirizzano senza poter essere soddisfatti tutti adeguatamente”.

Lo dichiara in una nota il sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri (CoR), componente Commissione Sanità Senato.

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Redazione
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