Certo, non c’è nulla da rallegrarsi se soltanto oggi viene portata all’attenzione generale la situazione delle campagne tarantine, dove ogni giorno gli agricoltori devono fare i conti con una diffusa e molto ben radicata criminalità organizzata, che taglieggia, minaccia, ostacola le produzioni e non si fa problemi nel mandare, letteralmente, in fumo mesi e mesi di lavoro.
Questo è quello che è accaduto nei giorni scorsi, dopo la notizia del taglio di 70 ceppi di vite in una piantagione di Bruno Vespa.
Sul fatto è intervenuta, con un comunicato, la Cia Agricoltori Italiani di Taranto.
“Il problema della presenza della criminalità nelle campagne del tarantino lo denunciamo da tempo senza che, al momento, si sia trovata una soluzione adeguata. Da sempre, infatti, registriamo furti di mezzi agricoli, furti di rame, azioni intimidatorie manifestatesi nel taglio di tendoni e tanti altri reati che si perpetrano ai danni delle aziende agricole tarantine, dei ‘comuni’ agricoltori che dall’alba al tramonto lavorano la terra per trarre del reddito e sostenere le proprie famiglie”.
“Solo ora – prosegue il comunicato – dopo che è rimasto vittima di una azione criminosa consistita nel taglio di circa 70 ceppi di vite il noto giornalista Rai Bruno Vespa, proprietario dallo scorso anno di un vigneto a Lizzano, e dopo il relativo clamore mediatico, qualcuno si sta accorgendo del problema. La Cia Agricoltori Italiani della provincia di Taranto esprime solidarietà a Bruno Vespa e accoglie con favore la sua dichiarazione che non intende farsi intimidire da nessuno”.
“Allo stesso tempo, però, non può che ribadire quanto sostiene da anni: serve maggiore controllo e vigilanza nelle campagne per contrastare sia la criminalità, che arreca ingenti danni economici e patrimoniali alle aziende agricole, che anche la micro-criminalità che perpetra piccoli episodi criminosi, che molte volte creano molti più disagi che danni economici alla attività agricola. In tutto ciò la Cia Agricoltori Italiani di Taranto è pronta a fare la sua parte ed a fornire, così come accaduto in passato, tutta la necessaria collaborazione alle istituzioni preposte”.
Dunque, non lasciamoci prendere dall’enfasi del momento e dal clamore mediatico suscitato dalla notizia. Ogni giorno, purtroppo, accadono questi atti vandalici e criminali. Ed ogni giorno serve tenere alta l’attenzione su un problema, quello della criminalità nelle campagne tarantine, che mette seriamente a repentaglio una economia prioritaria per l’intera regione con un metodo che definire mafioso non è affatto un errore, nè un refuso.











