Nel centrodestra italiano, come è fin troppo ben noto, da tempo si parla di ripartire e di ricostruzione. Ma probabilmente non si hanno ben chiare le idee da proporre ad un elettorato stanco e deluso, se non quelle dell’antirenzismo.
Un po’ quando il centrosinistra aveva l’unico collante dell’antiberlusconismo, e non funzionava. E’ da un po’ che si cerca e si parla di unità del centrodestra, di soluzioni condivise, di leadership, di partito unico o di federazione di partiti, di programma, di riconquistare la credibilità e la fiducia dell’elettorato. Ma di fatti davvero concreti per voltare pagina non è che se ne vedano poi così tanti.
Intanto ieri, a Roma, i fittiani hanno lanciato l’iniziativa “Centrodestra riparte”. “Referendum (con il nostro comitato per il no), primarie (con la nostra proposta di primarie sul modello americano), e con un calendario di settembre e ottobre pieno di iniziative – ha commentato Raffaele Fitto – ma soprattutto con l’appuntamento di ieri abbiamo messo sul tavolo le nostre proposte programmatiche per la ripresa. E’ qeusta la nostra piattaforma di contenuti, la nostra base per ogni dialogo e interlocuzione”.
“Ripartire dalle idee e dalle primarie con un progetto credibile e chiaramente alternativo alla sinistra che ha fallito anche con Renzi e ai 5stelle che stanno mostrando tutta la debolezza delle loro proposte: così il centrodestra può ripartire recuperando le ragioni dell’unità politica, programmatica e organizzativa”.
Questo invece il commento del senatore barese Luigi D’Ambrosio Lettieri, presente nell’incontro al Tempio di Adriano.











