HomeEconomia & SviluppoEconomiaQuanto è amaro quest’ape?

Quanto è amaro quest’ape?

Non il famoso Ape 50cc, non l’Ape alla milanese maniera, ma Ape sta per anticipo pensionistico. Il nuovo modello varato di concerto tra sindacati e Presidenza del consiglio, prevede una uscita pensionistica a partire dai 63 anni d’età.

A quale prezzo? I lavoratori, rispetto ai canonici 66 anni e 7 mesi previsti dalla rigida riforma Fornero, potranno anticipare di 1 – 2  o 3 anni e 7 mesi la quiescenza. Ma sarà a titolo oneroso per il fruitore. Infatti ci si impegna in un prestito ventennale con le Banche, che verrà restituito mensilmente quando si matura il vero requisito pensionistico. Una mannaia che parte da 50-60 euro mensili e raggiunge i 150-200€ di picco.

Nell’ultima versione del prestito, si dovrebbero prevedere sconti per i lavori usuranti, nei quali far figurare anche gli edili e gli infermieri, mentre per gli assegni al di sotto dei 1.200 euro netti mensili,  non ci dovrebbero essere penalità, e quindi il contributo a totale carico dello Stato.

Il Ministro del lavoro Poletti non ha ancora dato il via libera, tra le altre misure c’è la possibilità di una quattordicesima estesa a tutti i percettori di assegno previdenziale sotto i mille euro mensili, ed il ricongiungimento a titolo gratuito dei contributi.

La misura più importante, dell’uscita anticipata, tocca i nati tra il 1951 ed il 1954 e avrà vita sperimentale di 2 anni. È evidente però che la forte penalizzazione, specialmente parlando dei redditi più bassi, interesserà una platea molto ristretta di lavoratori. Inoltre la procedura è molto contestata e lascia perplessità nei più: Perché chiedere un prestito sul proprio denaro, sui propri contributi?

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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