Michele Emiliano ci riprova. Ancora insieme a Luigi De Magistris. Il presidente della Giunta regionale ed il sindaco di Napoli, da Bari lanciano una sorta di “Partito del Sud” da contrapporre agli interessi nazionali. Insomma, nasce (ancora una volta) l’asse Bari-Napoli contro Roma, contro Matteo Renzi.
I due, infatti, intendono “costruire un’alternativa al modo di fare politica del governo Renzi”, non attraverso un movimento o un partito del Sud che tuttavia potrebbe nascere dal basso, ma “con l’azione amministrativa quotidiana” affidata loro nei rispettivi incarichi istituzionali.
Che i rapporti fra il Presidente del Consiglio e il “Sindaco di Puglia” fossero tesi è cosa nota a tutti e se ne scrive da tempo ma, ieri è sembrato ancor più evidente quando Renzi è intervenuto in Fiera senza neanche salutare il presidente della Giunta pugliese. Ormai il rapporto è logoro.
Ma se De Magistris si è sempre dichiarato indipendente dai partiti, ed a Napoli nelle ultime elezioni amministrative ha sonoramente bastonato il Pd, relegandolo ai minimi termini in consiglio comunale, Michele Emiliano al Pd è organico e partecipe, fino a qualche mese fa segretario regionale, anche se in pressocchè totale e palese disaccordo con il Premier, salvo poi sorridere e minimizzare ogni volta che può.
“E’ chiaro – ha dichiarato De Magistris – che con la nostra azione quotidiana politica, amministrativa, civica, stando tra la gente, noi stiamo creando le fondamenta del nuovo modo di fare politica. Poi se questo troverà gambe, cuori e forze perché possa nascere qualcosa di nuovo, non mettiamo nessun limite”.
Emiliano sottoscrive tutto, ed ha poi aggiunto che è “inimmaginabile guidare movimenti politici per qualcuno che ha la responsabilità che abbiamo noi. Certo, svolgeremo dentro la funzione che ci è stata affidata un lavoro di costruzione di un’alternativa, perché è evidente che in questo modo non si può proseguire”. Dunque nessuna ambizione di esposizione verticistica di un partito politico (nè esistente nè da creare), ma l’ambizione di portare dentro la politica un modo nuovo di fare politica.
Si, ma… un nuovo partito?
“L’alternativa – ha detto Emiliano – mi auguro ci possa essere dentro il Pd, e immagino che nel prossimo Congresso, al quale io non parteciperò come candidato, ci saranno delle alternative che ci consentano di riaprire un antico dialogo con noi stessi, con il concetto di sinistra, che per noi è ancora molto importante”.
Ma i rapporti con Renzi come sono? A chiarirlo è lo stesso Emiliano. Tranne qualche pacca sulla spalla quando per gioco e per amore si sta seduti vicini. “È impossibile per me parlare con il premier. C’è un muro assoluto che impedisce al premier di parlare con le persone che, evidentemente, gli danno l’impressione di non comprendere il suo verbo”.
Parole forti e dure, ancora una volta.
E per l’opposizione è gioco facile puntare l’indice su questa situazione di contrapposizione che certamente non può giovare ai pugliesi.
“Un presidente di regione del Pd che non parla con il premier, segretario del Pd. Questo è il quadro tratteggiato ancora oggi da Michele Emiliano; un quadro di assoluta desolazione per la Puglia”.
A parlare è il deputato e commissario di Forza Italia per Bari e provincia, Francesco Paolo Sisto. “Se ‘piange il telefono’ tra livelli istituzionali che dovrebbero collaborare nell’interesse dei territori , a rimetterci non possono che essere i cittadini e lo sviluppo del Sud che ha un disperato bisogno di rilancio per interrompere quel trend devastante , tutto renziano , che vede abbassarsi troppe saracinesche ogni giorno e altrettanti giovani fare le valigie per non tornare”, conclude.
“L’alternativa a Renzi – gli fanno eco i consiglieri di Conservatori e Riformisti – non può nascere né dal Partito democratico, né tanto meno dall’unione di esponenti come il presidente Emiliano e il sindaco De Magistris che, ognuno a suo modo, sono il risvolto della stessa medaglia”.
“Il “nostro” Emiliano, che non perde occasione quotidiana per contrapporsi al premier, nonchè suo segretario nazionale del partito, in Puglia governa esattamente con lo stesso piglio assolutistico e ipocrita di Renzi. Sono politicamente e mediaticamente uguali ed entrambi hanno lo stesso obiettivo: il potere e i poteri forti (pugliesi o internazionali). Entrambi – dicono i fittiano – concepiscono la gestione della cosa pubblica non come l’esercizio del bene comune, ma come mero slogan o slide. Il tutto con la convinzione di poter prendere in giro i pugliesi e gli italiani con promesse dell’eldorado che si sciolgono come neve al sole lasciando ai cittadini solo l’amaro in bocca”.











