Candele rosse e nastrini dello stesso colore ai polsi, per protestare contro la buona scuola. Una riforma che ha portato migliaia di insegnanti pugliesi a doversi trasferire lontano da casa per lavorare. Con un flash mob hanno manifestato nella serata di ieri, a Bari, di fronte alla sede del Consiglio Regionale alcuni docenti “neoassunti” con la riforma voluta dal governo Renzi costretti, però, a lunghe trasferte. Spesso dovendo abbandonare famiglia ed abitazione.
Le cifre, intanto, ancora non sono state ufficializzate. Dei 3.200 insegnanti destinati fuori regione nella scorsa estate, circa il 75 per cento è comunque rientrato in Puglia grazie alle assegnazioni provvisorie, soprattutto nell’ambito del sostegno.
Ma è una situazione destinata a perdurare. E soprattutto per questo motivo i docenti protestano. Non ci stanno a diventare “precari” a vita.











