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Presunti brogli elettorali in un seggio di Taranto: chiesto il rinvio a giudizio per 5 persone

La Procura di Taranto ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque persone nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte brogli elettorali e manipolazioni del voto relativamente alle elezioni politiche del 2022. La richiesta di processo del pm Mariano Buccoliero coinvolgono anche il deputato di Forza Italia Vito De Palma, il consigliere regionale Massimiliano Di Cuia, il rappresentante di lista Alessandro Dipino e due componenti di un seggio elettorale di Taranto, Maria Grazia Cartini e Federica Trianni.

L’udienza davanti alla gup Rita Romano è stata fissata per il prossimo 21 ottobre.
 Le accuse, a vario titolo, sono di falso ideologico e reati elettorali. Il caso è nato dall’esposto del forzista Marcello Lanotte, parte offesa: secondo la Digos, nel seggio 54 di Taranto furono invertiti i voti, attribuendo a Forza Italia i 213 voti di Fratelli d’Italia (a cui andarono le 52 preferenze azzurre).

In una nota il consigliere regionale di Forza Italia Di Cuia respinge assolutamente ogni accusa. “In riferimento alle notizie diffuse dagli organi di stampa in merito alle richieste formulate dalla Procura di Taranto, ritengo doveroso precisare la mia totale estraneità ai fatti contestati”.

“Accolgo – sottolinea Di Cuia – con serenità questa fase del procedimento e rinnovo la mia piena fiducia nell’operato della magistratura, nella certezza che il successivo confronto processuale consentirà di accertare definitivamente la verità dei fatti. Le risultanze investigative hanno già evidenziato che non ho mai avuto accesso alla sezione n. 54 del Comune di Taranto e che non ho avuto alcuna interlocuzione con le persone presenti durante le operazioni di voto. Proprio per questo motivo sono convinto che, nel prosieguo della vicenda giudiziaria, emergerà con chiarezza la mia assoluta estraneità rispetto alle condotte che mi vengono attribuite”.

“Non posso tuttavia nascondere il profondo rammarico per le conseguenze che questa vicenda sta determinando sul piano umano, familiare e professionale, nonché per il danno arrecato alla mia immagine pubblica e professionale.  Di tali conseguenze chi ha diffuso accuse infondate risponderà nelle sedi competenti. Desidero ringraziare la mia famiglia, gli amici e tutte le persone che, anche in queste ore, mi stanno manifestando vicinanza e sostegno. Attendo con fiducia l’esito dei prossimi passaggi processuali e continuerò a stare, come ho sempre fatto nella mia vita, dalla parte della giustizia e della legalità”.

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Redazione
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