Da molto tempo il settore marittimo nazionale soffre di problematiche irrisolte che vanno dal depauperamento della flotta nazionale che scende inesorabilmente nella classifica mondiale, alle difficoltà per i nostri lavoratori a trovare imbarco, passando per l’assenza di prospettive per i più giovani.
Le sempre più stringenti normative internazionali, comprese le varie direttive europee richiedono personale marittimo con elevati standard di competenza professionale cui il sindacato guarda con positivo interesse ed attenzione.
Le recenti circolari emanate dal competente Ministero dei Trasporti, facendo confusione e male interpretando le direttive europee in materia, costringerebbero gli ufficiali, i comandanti ed i direttori di macchina a tornare sui banchi di scuola non per ottenere maggiori competenze e capacità professionali ma, assurdamente, per ripetere nozioni acquisite da tempo e sulle quali hanno sostenuto più volte esami.
I marittimi vivono una condizione lavorativa per la quale sono costretti a vivere lontani dagli affetti famigliari e lavorano in condizioni spesso proibitive e logoranti, per cui il sindacato ha richiesto, al governo nazionale, che fossero inseriti nell’elenco delle attività gravose e/o usuranti dal quale , tutt’ora i marittimi sono esclusi.
Per la specificità del settore e per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, il sindacato chiede da tempo, senza esiti apprezzabili, una riforma del Turno Particolare con l’introduzione di un registro nazionale dei lavoratori divisi per qualifiche dove gli armatori attingerebbero la forza lavoro.
I sindacati, inoltre, lamentano l’assenza, all’interno del ministero dei Trasporti, di una Direzione specifica per il settore che una volta vantava uno specifico ministero (marina mercantile); la cui assenza ha comportato totale disinteresse verso la categoria.
E dunque anche i Marittimi pugliesi parteciperanno alla giornata di protesta nazionale dei lavoratori attraverso il presidio che si effettuerà il prossimo 17 marzo davanti al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, piazza Porta Pia a Roma.
Tale prima forma di protesta potrebbe avere ulteriori evoluzioni nel caso non si riesca a definire un’intesa condivisa su modalità e contenuti dei corsi necessari ad ottenere i titoli indispensabili per la navigazione.
“I lavoratori marittimi a causa del comportamento apatico del Ministero – scrivono i sindacati – si ritrovano ancora una volta a dover affrontare da soli e a proprie spese i problemi e le disfunzioni di questo settore. Se non ci saranno risposte soddisfacenti di tutela entro tempi brevi i marittimi daranno avvio ad ulteriori azioni più incisive”.











