HomePoliticaCentro Porsche di Nardò, Casili: “Noi al fianco dei lavoratori”

Centro Porsche di Nardò, Casili: “Noi al fianco dei lavoratori”

“Lo stato di agitazione dei lavoratori della Porsche che perdura da settimane sfocerà domani mattina in una manifestazione davanti ai cancelli della pista. Noi saremo al loro fianco e per l’occasione abbiamo indetto una conferenza stampa per le ore 10,00, in cui evidenzieremo alcune novità in merito a questa brutta pagina che sta interessando un gruppo così prestigioso”.

Il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle e vicepresidente della V Commissione, Cristian Casili, interviene sull’agitazione a oltranza dei collaudatori e operai della pista Ntc di Nardò. Nella mattinata di oggi, insieme al collega Antonio Trevisi, il M5S pugliese terrà una conferenza stampa sulla vertenza.

“Seguo da tempo questa vertenza e nei giorni scorsi mi sono recato personalmente al presidio permanente che i lavoratori hanno organizzato – prosegue Casili – ho incontrato i responsabili del personale dell’azienda, la dottoressa Mutasci, a capo del personale, chiedendo maggiore attenzione per le circa quindici famiglie che vivono da troppo tempo uno stato di precarietà inaccettabile. Tuttavia non si è ancora arrivati a una soluzione del problema, i vari incontri che si ci sono stati tra sindacati e Ntc-Porsche sono sempre stati deludenti. Non si può tergiversare ulteriormente. Questi lavoratori hanno dato tanto all’azienda, in termini di dedizione e professionalità, hanno compromesso anche la propria salute con turni estenuanti. Adesso meritano rispetto e la giusta considerazione, anche perché Porsche ha ricevuto tanto da questa terra: la pista fu costruita sopra un’area di grande pregio paesaggistico e negli anni ha usufruito di ingenti finanziamenti pubblici regionali, pari a 10 milioni di euro”.

“È inspiegabile come la Porsche Engineering continui a non recepire i punti fondamentali della contrattazione che caratterizza il gruppo aziendale in altri territori, dove applicano un’adeguata tutela dei lavoratori. Infatti le aziende del gruppo, come Lamborghini e Ducati, sono state esempio di sottoscrizione di contratti all’avanguardia. A Nardò invece non è così, qui regna ancora la precarietà. Una condizione di discriminazione geografica inaccettabile che deve terminare”.

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Redazione
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