E’ triste dirlo, ed è difficile ammetterlo, ma a Foggia e in tutta la Capitanata il fenomeno mafioso è in crescita. E’ questa la triste ammissione che, nel pomeriggio di ieri, è stata fatta dalla presidente della Commissione Antimafia Nazionale Rosy Bindi, in visita a Foggia, dove si è svolta una riunione sulla situazione dell’ordine pubblico e della sicurezza a seguito dei numerosi episodi degli ultimi mesi.
“Dopo la nostra prima missione – ha detto la Bindi – c’è stata una evoluzione non tranquillizzante ed è stata necessaria una nuova nostra presenza per un approfondimento e perché quanto avevamo intravisto nella prima missione ha avuto uno sviluppo non positivo, al di là della vigilanza delle forze di polizia e della magistratura”.
Uno degli argomenti scottanti affrontati dalla Commissione Antimafia è stata quella del “Gran Ghetto”. Si tratta di uno dei tanti, troppi, insediamenti improvvisati dove centinaia di persone vivono in condizioni disumane in ‘case’ di fortuna, realizzate con materiale di scarto, rifiuti, plastica, senza acqua, nè luce.
Durante i lavori della commissione è stata ascoltata anche Rosa Barone, presidente della Commissione regionale per il contrasto della criminalità organizzata in Puglia.
Dopo i saluti di rito la presidente Barone ha ringraziato la Commissione antimafia per aver “deciso di tornare nella mia terra dopo il 2014, non sottovalutando il momento critico che vive questa provincia, dando così un forte segnale di vicinanza istituzionale e non, che mi sento di dover sottolineare”.
Rosa Barone ha proseguito il suo intervento evidenziando i passaggi che hanno portato alla istituzione della Commissione regionale per il contrasto della criminalità, sottolineando i tre obiettivi che la presidente in carica ha ritenuto fissare per questo anno di mandato.
“Nel 2014 – ha detto Barone – la nostra regione era prima per reati ambientali secondo uno studio di Legambiente, quindi questa nostra commissione era nata in un primo momento come contrasto agli ecoreati, poi da un lavoro di sintesi abbiamo deciso di allargarla e darle una concretezza anche negli altri ambiti come l’antimafia e la corruzione. Del resto è nata grazie allo spirito collaborativo con gli altri colleghi del Consiglio Regionale e con l’apporto dimostrato durante le audizioni preliminari in Commissione Affari Generali, della magistratura,delle camere penali, della Corte dei Conti e delle associazioni. Le prime tre priorità che la commissione tutta ha individuato e che oggi in toto rappresento sono state concepite nel pieno rispetto di quelle che sono le competenze regionali in materia, ove si procederà nei prossimi mesi con la redazione di un Testo Unico della Regione Puglia sulla legalità e l’antimafia sociale; la redazione di uno studio sull’impatto della criminalità, comune ed organizzata sul territorio pugliese; ed il rafforzamento della promozione della cultura della legalità.”











