“Avevamo chiesto un piano straordinario di prelievo dell’acqua a tutela del settore agro floro-vivaistico, e invece l’intero comparto agricolo pugliese continua fare i conti con eventi meteorologici estremi e il collasso è ormai dietro l’angolo, a causa di una delle più gravi siccità degli ultimi decenni e con le falde ormai in affanno a causa degli indispensabili prelievi quasi continui di acqua. Ore serve immediatamente lo stato di calamità naturale, e servono nuove politiche a tutela di una voce trainante dell’economia pugliese”, è quanto denuncia in una nota il consigliere regionale Gianni Stea.
Il consigliere regionale chiede anche un piano straordinario di controllo dei pozzi irrigui con il preciso compito “di mettere gli agricoltori pugliesi nelle condizioni di potere svolgere al meglio le proprie attività”.
“Siamo nel bel mezzo di una stagione estiva particolarmente secca e calda – spiega il consigliere regionale – per cui è fondamentale, soprattutto in quelle aree soggette a coltivazioni stagionali intensive – e in particolare nel Barese, Nord Salento, Bat e Capitanata, poter disporre dei pozzi a tutte le ore del giorno e della notte. Deve quindi essere predisposto tutto quanto necessario, tra adeguamento dell’impiantistica dove obsoleta e scarsamente funzionante e mobilitazione adeguata sui vari turni di lavoro del personale.
Inoltre per la sempre più sitibonda Puglia, una boccata di ossigeno può arrivare dal riutilizzo delle acque reflue, tanto per l’uso in agricoltura, quanto civile e industriale. Per le caratteristiche geomorfologiche e meteorologiche, la Puglia è tra le regioni europee che può trarre i maggiori vantaggi dall’utilizzo di questi impianti di rigenerazione delle acque. La falda acquifera, che deve già fare i conti con lunghe stagioni siccitose e soggetta a continui prelievi, spesso è a livelli molto bassi, con notevoli disagi per i lavori nei campi e una grande spreco del prezioso liquido.
Oltretutto le modalità di riutilizzo delle acque reflue sono tecnologicamente molto avanzate sia per uso irriguo che per uso industriale. Possono servire ad esempio per irrigare le colture destinate al consumo umano o animale, alle colture per la produzione di energia elettrica, oppure per l’irrigazione di giardini, campi sportivi e spazi verdi in genere, per la pulizia delle strade dei centri urbani, per il lavaggio dei cassonetti dell’immondizia, per l’approvvigionamento degli impianti di raffreddamento e riscaldamento, o anche come acqua per gli impianti antincendio, di lavaggio e per i cicli di lavorazione industriale”.











