Dal 1994 ad oggi esiste un Sole attorno al quale girano inevitabilmente tutti i pianeti, attirati dalla sua luce e dalla sua forza d’attrazione capace di tenere uniti tutti, i favorevoli ed i contrari nel gioco delle parti.
Non c’è mai stato un piano diverso di valori, di lavoro, di discussione, involontariamente quasi, per osmosi telegenica, tutti gli attori del teatrino sociale, anche chi voleva fare a pezzi il teatro, recitava sul palco di proprietà del Cavaliere.
È un fattore determinante, perché chi è al centro della genesi, scrive la storia, ed anche l’andazzo delle dinamiche Nazionali , anche nei momenti di buio, di incandidabilità, o magari perché fa servizio civile obbligatorio verso gli anziani: “Gallina vecchia fa buon brodo.”
Il tubo catodico nel frattempo è diventato ultrapiatto e poi curvo, ma la rettitudine dello share non cambia, in Italia le soap fanno un tasso d’ascolto superiore al 30%, e da bravi Don Abbondio dei nostri tempi, ci guadagniamo il cappone silenti e tiriamo avanti.
Così è possibile ad esempio, nell’agosto 2017, leggere una lunga intervista dell’ex Presidente del Consiglio, in cui ci racconta candidamente cosa farà una volta al Governo, passando in secondo piano su tutto ciò che ha mancato nei quattro esecutivi guidati, e nella mancata centratura della rivoluzione liberale, che invece ahinoi s’è avuta soltanto nei costumi e nei linguaggi, trasformando i talk show nel combattimento dei galli.
Ma Berlusconi era troppo avanti, la sua genialità ha reso servizio all’elezione di Donald Trump, avendo reso efficace nell’agone politico il know-how d’infotainment USA vent’anni prima che se n’accorgessero gli stessi genitori del genere.
E ora si guarda alla Primavera del 2018, con Salvini e Meloni che quieti, quatti quatti, si riavvicinano alla casa del padre per riformulare un’alleanza, uno schieramento comune. Qualcosa di simile a ciò che abbiamo già visto, mutatis mutandis, solo Silvio non passa mai. Giorgia al posto di Gianfranco, Matteo al posto di Umberto, si mastica un po’ di qua e un po’ di la l’Alfano di turno, come i Casini d’antan, e via all’operazione nostalgia.
Dall’altro lato il disco non cambia, la grande novità è stata Matteo Renzi, che ha subito un’atrofizzazione degli arti sinistri, su cui ha chiesto punti di invalidità e chissà, che quelle percentuali, non tornino comode.











