Una partita spettacolare soprattutto nel primo tempo. Due squadre con un gioco d’attacco, due allenatori con storie diversissime, ma tanto legati tra di loro. Stroppa e Zeman, protagonisti in campo e in panchina di Zemanlandia e del grande Foggia degli anni ’90.
La partita d’esordio del Foggia in serie B non poteva che essere più “speciale”, a cominciare dal ricordo del compianto Franco Mancini, commemorato prima del fischio d’inizio. Pescara e Foggia, due città non distanti e con tanto entusiasmo.
Da un lato il Pescara, tra le favorite per un campionato di vertice, dall’altro il Foggia di Giovanni Stroppa che dopo il ritorno in serie B, assenza durata 19 anni, ha tutta l’intenzione di proseguire lungo il filo rosso del calcio spettacolare che l’anno scorso ha portato ad una cavalcata esaltante.
La partita è spettacolare. Gran pressing a tutto campo e ripartenze veloci. Il Pescara parte meglio e nei primi minuti sono problemi per la difesa di Stroppa. In una delle prime occasioni è Proietti a trovare Pettinari che supera l’estremo difensore foggiano con un facile tocco dal limite dell’area piccola.
Dopo un quarto d’ora in affanno per i Satanelli è l’ora di entrare in campo. E lo fanno seguendo le direttive di Stroppa. Gioco arioso, cambi di gioco e tanto pressing con continue volate soprattutto di Chiricò e Fedato. Ma Pigliacelli vuole dimostrare perchè Zeman ha scelto lui (e non Fiorillo) per il ruolo di titolare, e para tutto il parabile, ed anche qualcosa in più-
Bella partita e Foggia immeritatamente in svantaggio.
Nella ripresa cambia tutto. Il Foggia pian piano si spegne e viene fuori l’esperienza del Pescara. Zeman ordina trame veloci e verticali, ed i suoi ragazzi eseguono. Pettinari fa altri due gol, e c’è gloria anche per Mancuso (che segna toccando il suo primo pallone) e Benali, che segnano entrando dalla panchina.
Ma è il secondo gol a spezzare le gambe ai pugliesi. I foggiani ci provano ancora, ma senza convinzione, lasciando praterie ad una squadra che in contropiede promette di essere letale.
Alla fine gol meritato per il Foggia con Gerbo che infila Pigliacelli da 30 metri per il 5-1 finale che premia un grande Pescara, ma è ingiusto con il Foggia.
Troppo poco per una squadra che nei numeri e nelle cifre non merita un passivo così pesante, ma che deve ancora lavorare molto per poter essere competitiva nella serie B.











