Sull’origine dolosa dell’incendio che l’altra notte ha distrutto la copertura del sito archeologico di Faragola, ad Ascoli Satriano, nel Foggiano, ci sono pochi dubbi.
“Ho le lacrime agli occhi”, ha scritto l’archeologo pugliese Giuliano Volpe, che poi aggiunge: “E’ stata incendiata la copertura”, scrive. “O forse – aggiunge – sono stati usati esplosivi. Il legno della copertura è ignifugo”.
Il rogo ha interessato la copertura il legno e ha pesantemente danneggiato l’intero complesso della villa: come se non bastasse, è stato anche trafugato un reperto.
“Le fiamme hanno devastato materialmente – scrivono in una nota congiunta Link Foggia
Unione degli Studenti Foggia e Ucronìa – 15 anni di studi e lavori, un pezzo di storia millenario e un pezzo di identità del territorio ma la responsabilità vera e propria dell’atto è da ricercarsi ben più in profondità”.
Infatti, i lavori nel sito erano da alcuni mesi sospesi, ma un finanziamento di 1.6 milioni di euro era stato erogato per completare alcuni servizi per il pubblico, come il laboratorio multimediale o il percorso per i bambini. Stando alle parole del sindaco di Ascoli Satriano, neanche i servizi igienici erano stati completati, causando una notevole riduzione della fruibilità del sito.
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia e la Regione Puglia esprimono – con una nota congiunta – profondo dolore e sconcerto di fronte alla distruzione della copertura della villa romana di Faragola ad Ascoli Satriano.
“Molte aspettative e molte speranze erano riposte nell’intervento di valorizzazione curato dal Segretariato Regionale del MiBACT per la Puglia e mirato al miglioramento della fruizione di un sito di eccezionale importanza.
“Non solo sono andati in fumo anni di investimenti e lavoro dell’Università di Foggia, delle Soprintendenze e della Regione, ma anche e soprattutto sono rimasti gravemente danneggiati mosaici e marmi di inestimabile valore. Si attendono gli esiti dei rilievi dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri del Nucleo TPC di Bari per capire la dinamica dell’incendio”.
“Se l’origine di questo grave episodio si rivelasse dolosa – si apprende dai vertici regionali del MiBACT – sarebbe una ferita ancor più grave e dolorosa, perché metterebbe in luce il disprezzo per il patrimonio culturale e lo squallore morale di personaggi che antepongono il proprio particolare al bene comune”.
“In attesa che la Magistratura e le Forze dell’ordine chiariscano le cause e le responsabilità – dichiara preoccupata l’assessore regionale alla Cultura Loredana Capone – la Regione Puglia intende rinnovare l’impegno ad andare avanti con determinazione nella collaborazione istituzionale con il Ministero dei Beni Culturali, le Università e gli Enti locali, per il recupero, la riqualificazione, il riuso e la valorizzazione dello straordinario patrimonio culturale materiale e immateriale di questa Regione”.
Ma sono ancora gli studenti foggiani a lanciare un appello. “Ci sentiamo di invitare tutte le realtà cittadine e provinciali, le istituzioni, chi sta seguendo le indagini e tutti coloro che non vogliono far finire questa storia nell’oblio a vederci ad Ascoli Satriano, per parlare di questo sito e di altri come questo, per parlare della gestione dei nostri beni culturali e della condizione dei professionisti che se ne occupano, per parlare di come rilanciare la lotta contro chi ritiene di poter fare di questo territorio ciò che vuole, ad Ascoli come ovunque. Nel frattempo, vigileremo sull’avanzamento delle indagini in maniera costante, nella speranza che i responsabili siano assicurati alla giustizia e che nulla di simile possa in futuro verificarsi. La storia è maestra di vita, ma, come disse Gramsci, spesso non ha scolari”.











