HomePoliticaXylella, gli agricoltori salentini passano alle vie legali

Xylella, gli agricoltori salentini passano alle vie legali

Il rinvio del Comitato fitosanitario permanente in seno alla Commissione Ue dello scorso 22 settembre manterrà, come risultato, per almeno un altro mese in uno stato di paralisi l’economia agricola di un’intera provincia, quella di Lecce, completamente inserita nell’area infetta dal batterio Xylella fastidiosa.

E gli agricoltori salentini, adesso, che da tempo si sentono con le mani legate e con i propri interessi andati in fumo non soltanto per colpa di un batterio, ma anche per l’inerzia della politica e della burocrazia che poco (se non nulla) hanno fatto oltre alle belle parole, hanno deciso di passare alle vie legali, con una Class Action contro Regione, Governo e UE.

“E’ la reazione di chi non ci crede più nella soluzione politica – commenta il presidente del gruppo regionale di Direzione Italia, Ignazio Zullo – nei propri rappresentanti eletti e dimostra la sua sfiducia – dal presidente della Regione al suo assessore all’Agricoltura, dal premier e al ministro all’Agricoltura fino alla Commissione europea – preferendo le vie legali. E’ il fallimento di chi governa o ha governato un’emergenza che se presa in tempo non avrebbe provocato la tragedia che è sotto i nostri occhi: nel Salento frantoi chiusi e uliveti desertificati, mentre il batterio sale verso Nord e ha già colpito le campagna brindisine con il rischio che arrivi a colpire le coltivazioni baresi, in modo particolare quelle dell’Olio dop”.

Ma dell’inerzia delle Istituzioni parla anche Ernesto Abaterusso capogruppo di MDP alla Regione Puglia.

“Quanto sta accadendo in Puglia sul tema della Xylella fastidiosa è di una gravità assoluta.
Il fallimento delle politiche portate avanti fino ad oggi e volte a contrastare il batterio sono il triste risultato di una politica che se da un lato è impegnata a diffondere comunicati stampa di giusta e condivisibile indignazione, dall’altro si è mostrata troppe volte supina ora sugli ambientalismi sfrenati, ora sulle posizione della Procura con il risultato che si sono persi due anni preziosi senza che agli agricoltori e ai vivaisti fosse garantita una qualche forma di indennizzo per i danni, incalcolabili, subiti”.

“E se oggi agricoltori e vivaisti sono costretti a reclamare i propri diritti è anche perché la politica alle volte conciliante, alle volte arrendevole del Governo regionale e nazionale ha reso la Puglia poco credibile agli occhi di Bruxelles. Con buona pace del batterio che ha continuato e continua a colpire un settore considerato da sempre vitale per la nostra economia. È chiaro che così non si può andare avanti. Serve un’inversione di rotta, seve mobilitarsi in maniera incisiva e trasversale affinché la nostra agricoltura e la nostra olivicoltura non muoiano”.

E gli fa da eco Domenico Damascelli, di Forza Italia. “Siamo ormai alle porte della nuova campagna olearia e la Xylella continua ad avanzare inesorabilmente, con nuovi casi nella zona cuscinetto di Ostuni, Cisternino e Ceglie Messapica. La Giunta regionale intanto dorme e non fa nulla per tutelare il nostro patrimonio agricolo e paesaggistico”.

“Dopo le inutili task force istituite e poi svanite nel nulla – aggiunge – mi auguro che dai territori sopravvissuti alla sciagura del batterio killer degli ulivi si levi una protesta forte e decisa, che coinvolga agricoltori e rappresentanti istituzionali, per denunciare l’incapacità del Governo regionale di fronteggiare efficacemente il problema Xylella. L’allarme suona ormai da anni, ma evidentemente ad Emiliano serve uno scossone per svegliarsi dal torpore e iniziare a programmare una seria ed efficace strategia per il contenimento del fenomeno, per esempio autorizzando misure mai messe in campo, come l’impiego di alcuni insetticidi contro la sputacchina, vettore del batterio”.

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Redazione
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