HomeEconomia & SviluppoBosch, raggiunto a Roma l'accordo sullo stabilimento barese

Bosch, raggiunto a Roma l’accordo sullo stabilimento barese

È stato raggiunto oggi a Roma l’accordo per la Bosch di Bari, con la firma di un accordo quadro tra sindacati e azienda.

L’azienda ha ritirato la proposta di licenziamenti e si è impegnata a non ridurre l’orario di lavoro e a non derogare al contratto nazionale di lavoro. Saranno così salvaguardate sia l’occupazione e predisposte le condizioni per prospettive future.

Verranno messi in campo una serie di interventi per affrontare al meglio il futuro dell’azienda barese, con ammortizzatori sociali spalmati per cinque anni ed un tavolo regionale sulla riorganizzazione del lavoro.

“La Bosch di Bari – ha dichiarato il presidente della Giunta regionale Michele Emiliano – è tra le più importanti realtà produttive della Puglia. Abbiamo fatto di tutto per scongiurare i licenziamenti e apprezzo molto l’intesa raggiunta tra azienda e sindacati, che apre la strada al rilancio dello stabilimento della zona industriale”.

La chiave del futuro, secondo l’accordo sottoscritto oggi a Roma, è la diversificazione della produzione: la fabbrica barese produce esclusivamente pompe diesel e la crisi di questo tipo di motore e quindi della tecnologia delle pompe diesel ha messo in crisi lo stabilimento.

L’azienda si è impegnata a presentare un piano industriale per la innovazione e la diversificazione.

“Abbiamo trovato una soluzione positiva all’ipotesi prospettata dalla Bosch alcuni giorni fa, di una riduzione dell’orario di lavoro ad esclusivo costo per i lavoratori che abbassava orario settimanale fino a 30 ore per affrontare il calo dei volumi legato alla crisi del dieselgate – così il segretario nazionale della Fim Cisl Ferdinando Uliano alla fine dell’incontro.- Come organizzazioni sindacali abbiamo ottenuto come punto prioritario la definizione di un piano industriale che ha l’obiettivo di garantire le prospettive del sito e i livelli occupazionali.  Per Uliano – è  stato determinate  individuare dentro gli ambiti del Contratto Nazionale le soluzioni contrattuali (permessi retribuiti, parte ferie e banca delle ore) che saranno oggetto di una trattativa locale e il chiarimento in sede ministeriale nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali relativamente ad una gestione più flessibile al quinquennio mobile.

“Oggi – conclude il segretario Fim – abbiamo costruito le condizioni per dare prospettiva e sicurezza occupazionale agli oltre 1890 dipendenti dello stabilimento di Bari e giungere alla piena occupazione entro il 2022”.

“Esprimo soddisfazione – ha detto l’assessore al Lavoro, Sebastiano Leo – perché grazie all’intervento della Regione Puglia si è arrivati a una determinante indicazione da parte del Ministero del Lavoro sulla corretta gestione degli ammortizzatori sociali, che saranno spalmati su cinque anni evitando così il pericolo di licenziamenti. Ora la Regione si è impegnata a cofinanziare un piano di formazione e di riqualificazione del personale sulle nuove produzioni”.

“Il personale – ha aggiunto l’assessore allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano – dovrà essere riqualificato in funzione degli investimenti in innovazione e diversificazione produttiva, indispensabili per consolidare il volume delle attività e del livello occupazionale. La crisi dello stabilimento barese è stata provocata dalla crisi strutturale del motore diesel sul mercato mondiale”.

 

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Redazione
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