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Corecom Puglia: i nomi ci sono, i voti anche, ma la proclamazione slitta

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Seduta complicata, quella di ieri pomeriggio del Consiglio regionale della Puglia. Con ancora sul tavolo il nodo della nomina dei tre componenti del Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) Puglia.

Dopo la votazione di ieri, infatti, a sollevare il problema della mancata rappresentanza delle minoranze è stato il capogruppo di Forza Italia Nino Marmo. Avevano ricevuto voti, infatti, Felice Blasi (26), Lorena Saracino (22), Marigea Cirillo (17), Francesco Di Chio (16), che secondo Marmo non avrebbero garantito una rappresentanza adeguata di tutte le forze politiche presenti in Consiglio in seno all’organismo di Garanzia per le comunicazioni.

Il Corecom, infatti, ha funzioni che sono di governo, garanzia e controllo in tema di comunicazione, oltre che organo periferico della Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

LA SOSPENSIONE

A recepire le stesse problematiche poste da Marmo (ma ce lo siamo ricordati dopo il voto? n.d.r.) è stato il presidente dell’assemblea, Mario Loizzo: “quella posta dal capogruppo di F.I. è importante quanto delicata. Inconsapevolmente l’esito ha creato un vulnus e di fronte a questo non si puo’ voltare la testa dall’altra parte, vale la pena prendersi un momento di riflessione”.

La richiesta di sospensione dei lavori del Consiglio regionale è stata quindi accolta per cercare una soluzione alle problematiche di carattere politico poste in Aula è stata chiesta dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano che ha, però, rivendicato la sua estraneità alla vicenda, sottolineando il suo ruolo di garante della maggioranza e del rispetto degli accordi istituzionali che questa ha sottoscritto con l’opposizione.

Un altro modo per dire che i patti sono da rispettare. E intanto il voto c’è stato, gli eletti anche (in teoria). Manca la proclamazione, e tutto è slittato al 10 ottobre.

NAPOLEONE CERA

Ma intanto c’è chi si preoccupa del precedente di una elezione senza proclamazione. A parlare e Napoleone Cera (presidente del gruppo I Popolari): “La vicenda del rinnovo dei membri del Corecom è finita in un discutibile dibattito di opportunità politica che mortifica l’indipendenza dell’organismo di controllo regionale, vanificando il suo ruolo di parte terza rispetto alle questioni e agli equilibri dell’aula”.

“Noi Popolari – ribadisce Cera – ci siamo orientati solo alla indicazione di quelle professionalità che ci sembrano più rispondenti al profilo richiesto. La votazione dei membri del Corecom non rappresenta nessuna parte politica, il nostro voto è andato ai candidati più idonei.  L’indipendenza del Corecom è garantita dalla professionalità dei votati non dalla loro collocazione politica. Per questo ritengo che la sospensione sia pericolosa per il voto democratico e libero dell’assemblea. Rappresenta il tentativo di procedere a una quadratura politica di una vicenda che di politico non deve avere nulla, perché il Corecom non è un organismo politico, ma di controllo e di valutazione”.

Cosa fare, allora? E’ sempre Cera a rispondere: “Si dovrebbe solo prendere atto del voto dell’assemblea e proclamare gli eletti, evitando di cercare soluzioni pasticciate e non rispettose della volontà dei consiglieri”.

COSIMO BORRACINO

Parla senza mezzi termini di atto illegittimo Cosimo Borracino. “Dopo ore di sospensione si arriva a non tenere conto dell’esito dell’insindacabile volontà espressa dal Consiglio regionale”.

Ma Borracino va anche oltre, e sottolinea come “altro atto davvero imbarazzante è quello del voto espresso a Blasi, che risulterebbe eletto, in spregio alla normativa vigente che vieta categoricamente la rielezione di chi ha già ricoperto quel ruolo”.

Proprio su questo punto, infatti, si sono osservate le maggiori polemiche (per la verità più nei giorni passati che in Aula) sulla rielezione (o meno) di Felice Blasi (nella foto, attuale presidente del Corecom Puglia), voluto e sostenuto da Michele Emiliano, nel ruolo-guida dell’organo regionale di vigilanza”.

A noi, nel nostro piccolo, resta il dubbio di un voto dell’Aula che non è stato tradotto in atto concreto. Se ne è parlato tanto, ma i consiglieri regionali si sono espressi, a scrutinio segreto, ed hanno scelto i loro rappresentanti. Per quale ragione non sono stati proclamati? Che fine farà questo voto? Cancellato con un colpo di spugna? O inizieranno le pressioni per far arrivare nel Corecom il nome di chi sta bene a qualcuno e/o meno bene a qualcun altro?

Sono tutte ipotesi. Resta la considerazione, amara, di un atto formalmente banale che sta di fatto paralizzando (non è la prima volta che il Consiglio viene sospeso sul punto) le attività del Consiglio Regionale. Come se in Puglia non ci fossero altri problemi o altre leggi da discutere ed approvare.

 

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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