Michela Vittoria Brambilla, ex pasionaria di Forza Italia ed oggi alleata, in uno stratagemma elettorale minuziosamente studiato col Cavaliere, ha presentato qualche mese fa la sua nuova creatura per le Politiche, il “Movimento Ambientalista”, che si batterà per portare in Parlamento i diritti di agnelli e cavalli.
Ma come in una rissa “Cane – Gatto”, sono gli amici della Lega Nord ad alzare immediatamente le barricate, storicamente a favore di allevatori e cacciatori: “La Brambilla invece di prendersela con i cacciatori condanni chi macella e sgozza barbaramente agnelli per motivi religiosi. La sua proposta di abolire la caccia è allucinante da qualunque prospettiva la si guardi. L’attività venatoria fa parte della storia del nostro Paese, è una passione radicata nella nostra tradizione e cultura da decenni che anzi andrebbe valorizzata e non abolita! A tutto questi si aggiunge un indotto non indifferente: tra produzioni di armi sportive, licenze per la caccia e acquisti nel settore armiero, l’attività venatoria genera diversi miliardi di euro e garantisce migliaia di occupati in tutta Italia.”
Così il deputato Stefano Borghesi, che s’accredita subito la vicinanza di altri parlamentari del Carroccio, visto che la Brambilla ha proposto un nuovo Referendum, come quello del 1990 in cui non si raggiunse il quorum, per rendere perentorio il divieto assoluto di caccia.
Berlusconi ha dichiarato che assieme agli alleati ci sia già l’intesa sul programma, e liquida la cosa come già fatta, al netto delle limature. Eppure la sensazione è che le grane e le distanze siano in realtà moltissime, aldilà degli accordi di facciata che potrebbero raggiungere pur di non sfaldare una coalizione potenzialmente vincente nei prossimi mesi.
Non sono solo l’euro, la Merkel, i rapporti con le direttive, i patti di stabilità o le diatribe sul garantismo, a dividere i concorrenti dell’ex Casa della Libertà, in ballo ci sono 600mila cacciatori e sei milioni di vegani. E sappiamo bene che l’ex Premier voli dove pende la maggioranza, infatti sondaggi alla mano sfamò l’agnellino con in latte della Ghisleri (Euromedia Research).
Di sicuro la sensibilità verso questi esseri è vertiginosamente aumentata negli anni, ma l’arte venatoria rappresenta un intero mercato economico, oltre che sociale, e in un Paese in preda ai bisogni primari (come sicurezza, lavoro, identità, sanità) ancora irrisolti, forse il vero bracconaggio è insito nelle scellerate scelte di Governo.











