Udc e Noi per l’Italia, la quarta gamba del centrodestra con una presenza imbarazzante, soprattutto dopo l’accordo raggiunto a livello nazionale tra Lorenzo Cesa e Raffaele Fitto. Quella di Salvatore Ruggeri, in Puglia, come assessore della Giunta di Michele Emiliano.
Se il motivo pratico per il quale Ruggeri ha accettato l’incarico è quello di voler portare avanti i progetti del suo predecessore, lo scomparso Salvatore Negro, resta l’imbarazzante double-face di un partito che si allea in Puglia con il Pd (e lo ha fatto anche in molte amministrazione locali) e che alle politiche cerca consensi con il centrodestra.
A parlare, oggi, è il presidente del gruppo consiliare di Direzione Italia – Noi con l’Italia Ignazio Zullo, che chiede di porre fine ad ogni tipo di equivoco con l’unica strada possibile: le dimissioni dal ruolo assessorire di Ruggeri.
“La presenza di Salvatore Ruggeri – dice Zullo – nella Giunta Emiliano mette in imbarazzo non il centrodestra, ma tutta la politica! Perché la politica deve dare esempi di linearità e coerenza, è importante che i cittadini sappiano da che parte si sta, se col centrodestra o col centrosinistra, altrimenti non capisce più e si rifugia nell’antipolitica e nell’astensionismo. Non si può stare da una parte o dall’altra a seconda delle convenienze e se a qualcuno conviene stare da tutte e due le parti non va bene!”
“La presenza di Ruggeri nel governo Regionale è sicuramente qualcosa che inquina il percorso limpido e lineare del nuovo soggetto politico Noi con l’Italia, del quale Raffaele Fitto è presidente nazionale. Noi in Regione e i gruppi parlamentari a Roma sono sempre stati coerentemente in antitesi alle politiche del centrosinistra, che si chiami Emiliano o Renzi o Gentiloni”.
E poi la richiesta, diretta e senza mezzi termini, di Ignazio Zullo a Salvatore Ruggeri.
“Noi confidiamo nella maturità politica, oltre che personale, dell’assessore Ruggeri perché scelga di dimettersi, ma confidiamo anche in Emiliano che non può dare un’idea della politica basata sul doppio pesismo e compravendita politica. Questo destruttura il tessuto sociale e politico della Puglia. I pugliesi non possono credere che si sta da una parte o dall’altra per convenienza, perché Emiliano compra o vende chiunque come se fosse al mercato”.











